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Piano triennale Agid, risparmi per 800 milioni nella Pa

di Carmine Fotina

Ottocento milioni in un triennio: l'Agenzia per l'Italia digitale fissa l'obiettivo di riduzione della spesa nel settore informatico per la Pubblica amministrazione centrale e locale. Antonio Samaritani, direttore generale dell'Agenzia, esporrà oggi i punti principali del Piano in occasione della presentazione del 3° Osservatorio Assinform sull'Ict nella Pa.

Il piano triennale e il periodo transitorio
Il Piano triennale dell'Agenzia, che approderà al consiglio dei ministri dopo l'estate, è lo strumento con il quale le amministrazioni, fatte salve alcune deroghe, devono raggiungere gli obiettivi di risparmio fissati dall'ultima legge di stabilità: -50% della spesa annuale media per la gestione corrente nel settore informatico, con l'esclusione di quella effettuata tramite Consip o soggetti aggregatori. Il triennio in cui conseguire il risultato è il 2016-2018, da raffrontare al 2013-2015.
Il problema è che il Piano triennale entrerà a regime nel 2017 e per l'anno in corso è previsto solo un regime transitorio, con delle linee guida contenute in due circolari dell'Agid e del ministero dell'Economia. «Nonostante questo siamo ottimisti sul raggiungimento dell'obiettivo - dice Samaritani - perché vanno conteggiati anche risparmi di alcune iniziative già avviate».

Le aree di spesa
La spesa complessiva in Ict da parte dalla Pa si attesta un po' al di sotto di 5,6 miliardi, dei quali 1,5 si riferiscono a spesa per investimenti, 1,7 a tlc e 0,7 a spesa tramite Consip o soggetti aggregatori. Restano poco meno di 1,7 miliardi di spesa corrente "aggredibile". Di qui il target di circa 800 milioni da tagliare. «Il documento - spiega Samaritani - definirà le linee della strategia operativa di sviluppo dell'informatica pubblica, i principi architetturali fondamentali, gli obiettivi a cui tendere, e classificherà le spese e i beni su cui concentrare la razionalizzazione».
In particolare, la spesa è suddivisa in tre grandi aree. Le «infrastrutture materiali» suono quelle essenziali per erogare i servizi delle Pa: data center, sistemi di disaster ricovery, business continuity, cybersecurity. Il primo obiettivo - dice il dg dell'Agid - sarà fissare dei criteri per la riduzione degli oltre 10mila data center (nel 2016, in regime transitorio, non potrà essere sostenuta alcuna spesa in questo settore). Il secondo livello include invece le «infrastrutture immateriali», cioè le piattaforme nazionali che offrono servizi ai cittadini: Spid (il sistema pubblico di identità digitale), Pago Pa (lo snodo per i pagamenti online), la fatturazione elettronica, l'Anagrafe unica della popolazione residente, ComproPa, NoiPa. «Ogni amministrazione dovrà impegnarsi ad agganciarsi a queste piattaforme condivise entro una data precisa, così facendo potremo risparmiare fino a 300 milioni». Infine, la terza area, quella degli «ecosistemi»: il Piano triennale definirà come devono essere fatti i servizi digitali da fornire agli utenti nei singoli settori: sanità, scuola, giustizia, turismo, agricoltura, smart cities.
Secondo Samaritani la logica del Piano, e soprattutto gli obiettivi di spending review, sono stati ormai metabolizzati dalle imprese private dell'Ict che inizialmente avevano criticato il pesante target di riduzione degli acquisti della Pa. «I 700 milioni che vogliamo risparmiare sul fronte della spesa corrente - dice - alimenteranno nuovi investimenti in innovazione e sviluppo di applicazioni». Poi certo, ammette lo stesso Samaritani, l'intero Piano andrà discusso insieme a Diego Piacen tini che dal 17 agosto lascerà Amazon per entrare a Palazzo Chigi come commissario del governo per il digitale. Non ci saranno scontri di competenze, secondo il dg dell'Agenzia, «e lo stesso Piacentini ha già visto e condiviso il modello strategico che è alla base del Piano».


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