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Braccio di ferro Governo-Poste sulla consegna a giorni alterni in 5mila Comuni

di Gianni Trovati

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Sul piano di razionalizzazione delle poste che prevede la consegna della corrispondenza a giorni alterni in migliaia di piccoli Comuni presenta «grosse criticità», e sarà oggetto di «nuovi approfondimenti». Parola del ministro degli Affari regionali Enrico Costa, che si dice impegnato a «fare tutto quello che è nelle mie possibilità per una soluzione» e, a quanto si apprende, non esclude la possibilità di chiamare in causa la commissione europea per capire se la deroga agli obblighi di servizio universale può essere portata avanti nei termini indicati dal piano.

Il piano contestato
Oggetto del contendere, di cui si è tornati ieri a discutere nell'ambito della Conferenza Unificata, è il riordino dei servizi postali, che con l'obiettivo di contenere i costi prevede a regime la corrispondenza a giorni alterni, sulla base di uno schema bisettimanale (lunedì-mercoledì-venerdì-martedì-giovedì), in 4.721 Comuni italiani (il calendario coinvolge un migliaio di Comuni da aprile). L'avvio delle prime fasi del piano ha già prodotto un ricchissimo contenzioso fra i sindaci e l'azienda, particolarmente acceso nei casi in cui il riordino porta direttamente alla chiusura dell'ufficio: in molti casi il Tar ha ordinato la sospensiva, ma è da segnalare la sentenza 698/2016 con cui invece il Consiglio di Stato ha dato il via libera a Poste (si vedaIl Quotidiano degli enti locali e della Pa del 4 marzo).

Il confronto
La presa di posizione del governo, netta, potrebbe però riaprire la partita, e riaccende le speranze dei Comuni interessati: «Bisogna guardare ai modelli dei grandi paesi europei dove i servizi sono stati resi innovativi attraverso un serio programma legato allo sviluppo digitale - rilancia Enrico Borghi, presidente dell'Uncem (che riunisce i Comuni montani) e dell'intergruppo parlamentare sulla montagna - ma serve prima di tutto concertazione e Poste non può tirarsi indietro». Sul tema l'intesa Comuni e Governo sembrano ora parlare la stessa lingua, come conferma ancora il ministro Costa: «A mancare è stata la disponibilità di Poste a un dialogo prima dell'avvio del piano, ma un confronto postumo può servire a poco».


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