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Libertà di orari e di sosta anche per gli ambulanti

di Pippo Sciscioli

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Anche i commercianti ambulanti possono svolgere la propria attività senza alcun vincolo orario, dunque anche in notturna, a meno che il Comune con apposito e motivato provvedimento non indichi e, soprattutto documenti oggettivamente, quali siano le particolari esigenze di interesse generale attinenti l'ordine pubblico, la tutela della salute e dell'ambiente, ivi incluso l'arredo urbano, la viabilità, la vivibilità del territorio, che giustifichino limitazioni orarie.
Agli ambulanti, che svolgono l'attività in forma itinerante e non con posteggio, si applicano le medesime disposizioni valide per ristoratori, baristi, commercianti in sede fissa, artigiani, eccetera, di cui all'articolo 31, comma 1 del Dl 201/2011 convertito dalla legge 214/2012 che esonera dal rispetto degli orari di apertura e di chiusura, dall'obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché da quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell'esercizio.

Il caso sottoposto al Mise
Il Ministero dello Sviluppo Economico, rispondendo con la risoluzione n. 3064 del 12 gennaio 2016 (pubblicato sul sito ministeriale solo pochi giorni fa) ad un Comune lombardo che lo aveva interpellato, chiarisce che sono da ritenersi superati e necessariamente da aggiornare all'ondata liberalizzatrice seguita alla Direttiva Bolkestein (decreti legislativi 59/2010 e 147/2012 e leggi Monti 214/2011, 27 e 25/2012) quei regolamenti comunali che, specie per il commercio su area pubblica di tipo itinerante, stabiliscano ancora limiti orari predeterminati e validi sull'intero territorio comunale. Nel senso che solo per alcuni ambiti territoriali maggiormente sensibili, il Comune potrebbe ancora prevederli, a patto di dimostrare concretamente le ragioni non altrimenti risolvibili di sostenibilità ambientale e sociale che rendano impossibile consentire ulteriori flussi di acquisto nella zona senza incidere in modo gravemente negativo sui meccanismi di controllo, in particolare, per il consumo di alcolici, e senza ledere il diritto dei residenti alla vivibilità del territorio e alla normale mobilità.

Libertà di sosta
Fermo restando che, dopo l'entrata in vigore dell'articolo 34, comma 3, lettera a) della legge 214/2011, l'autorizzazione al commercio su area pubblica con posteggio (i mercati) abilita anche all'esercizio in forma itinerante in tutto il territorio dello Stato (e non più solo all'interno della Regione) e che oggi l'autorizzazione stessa viene rilasciata dal Comune in cui il soggetto intende svolgere l'attività (e non più da quello di residenza), il vero problema collegato al regime orario che gli ambulanti devono osservare è altro.
Con il Dlgs 114/1998 costoro potevano sostare nello stesso posto al massimo per un'ora con l'obbligo di spostarsi di 500 metri e con il divieto di tornarvi. A seguito dell'articolo 34, comma 3, lettera b) della legge 214/11 ("Sono abrogate le seguenti restrizioni disposte dalle norme vigenti: b) l'imposizione di distanze minime tra le localizzazioni delle sedi deputate all'esercizio di una attività economica"), e della successiva legge 27/2012, che ha abrogato le norme recanti ingiustificati e irragionevoli divieti alle attività economiche, la normativa è cambiata.
Lo stesso Ministero, infatti, ha più volte ribadito che se è vero che i commercianti ambulanti non possono occupare stabilmente una porzione di suolo pubblico, non essendo in possesso della relativa autorizzazione, è anche vero che possono svolgere la propria attività in quel posto per il tempo necessario a soddisfare le richieste dei clienti, non essendo comunque costretti a stazionamenti successivi a distanze prestabilite.


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