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Servizi cimiteriali, audizione Anci al Senato: ai Comuni libertà di scelta sul modello gestionale

di Redazione Anci

In materia di servizi cimiteriali, Comuni e Anci sottolineano la necessità di salvaguardare l'autonomia di scelta del modello gestionale, anche attraverso le unioni, e l'esigenza di evitare di istituire nuove autorità di ambito, pena nuova confusione. È il passaggio-chiave dell'audizione che il sindaco di Catania e presidente del Cn Anci, Enzo Bianco, ha svolto ieri, 24 febbraio, presso la Commissione Igiene Sanità del Senatosul disegno di legge 1611 in materia di riordino della disciplina delle attività funerarie: «L'Anci ritiene che il provvedimento - ha detto Bianco - costituisca una buona base per l'auspicata disciplina del settore funerario, e confermi la possibilità dei Comuni di scegliere di intervenire anche nei servizi funebri, nel quadro che scaturirà dal nuovo decreto legislativo sui servizi pubblici locali».

Il sindaco di Catania ha posto l'accento sulla salvaguardia dei cimiteri dei piccoli Comuni di montagna e isolani, assieme – per altro verso - a quelli monumentali «che sono un patrimonio storico, artistico e culturale del Paese».

Quindi si è soffermato su due aspetti del Ddl che toccano anche l'attività delle amministrazioni comunali: i servizi di cremazione e la regolamentazione efficace del trasporto e delle onoranze funebri, «Un'area nella quale gli enti locali, sulla base di quanto previsto dall'Anac, possono dare un grosso impulso alla legalità e all'emersione del lavoro nero anche grazie ai loro piani anticorruzione». Sulla cremazione Bianco ha evidenziato come esistano condizioni assai diverse nel Paese tra Nord, Centro e Mezzogiorno: «oltre ai quadri normativi regionali, che andrebbero allineati, pensiamo necessario incentivare la costruzione di impianti, anche grazie a meccanismi di deduzione delle spese di investimento». Leggi il documento Anci consegnato alla Commissione.


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