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Distribuzione gas, ok della Camera all'emendamento Anci su riprogrammazione di scadenze delle gare e tutela delle amministrazioni

di Antonio Di Bari (*)

Finalmente, grazie alla perseveranza dell'Anci e alla sensibilità di alcuni Parlamentari, le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato un emendamento alla conversione in legge del Dl Milleproroghe che elimina le incongrue e assurde sanzioni economiche per i Comuni e riprogramma le gare per la concessione del servizio di distribuzione del gas naturale per ambiti territoriali minimi, divisi in gruppi, prorogando le scadenze di pubblicazione dei bandi di tutti gli ambiti. Sono previsti, infatti, periodi di tempo specifici che si aggiungono alle proroghe già in vigore e ripristinano l'arco temporale di distanza per l'espletamento delle stesse gare, favorendo così la concorrenza e la tutela dell'azione amministrativa.
Le norme in materia, più volte riviste – da ultimo con l'entrata in vigore, il 29 luglio 2015, del nuovo decreto (Dm 20 maggio 2015) che ha modificato il Dm 226/2011 inerente i criteri per le gare d'ambito - hanno creato molteplici difficoltà, alla luce dell'incongruo tempo a disposizione dei Comuni (tramite le stazioni appalti) per portare a compimento le complesse procedure disciplinate dalla vigente regolazione, le cui modifiche effettuate nel tempo hanno determinato un contesto assolutamente asimmetrico e penalizzante per le amministrazioni.

Il rilancio del settore
L'emendamento approvato, contenuto nel testo presentato in aula, pone quindi un rilancio del sistema, consentendo ai Comuni, ma anche agli altri attori in campo di porre rimedio a una situazione che avrebbe pregiudicato la certezza del diritto con bandi volti, nella maggior parte dei casi, ad evitare l'applicazione delle penalizzazioni economiche per le amministrazioni a causa del mancato compimento anche dei diversi adempimenti declinati dall'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico.
L'obiettivo raggiunto è stato possibile grazie all'azione tenace dell'Associazione che ha più volte segnalato la situazione nelle competenti sedi istituzionali anche attraverso le missive del Presidente Piero Fassino - dove veniva segnalato che le scelte legislative compiute avevano portato a situazioni asimmetriche con una paradossale difformità di trattamento fra i diversi ambiti rispetto ai termini di applicazione delle sanzioni – l'ultima delle quali sottoscritta lo scorso fine dicembre congiuntamente con il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

Il tempo a disposizione
Adesso sono previsti dodici mesi per gli ambiti del primo raggruppamento, quattordici mesi per gli ambiti del secondo raggruppamento, tredici mesi per gli ambiti del terzo, quarto e quinto raggruppamento, nove mesi per gli ambiti del sesto e settimo raggruppamento e cinque mesi per gli ambiti dell'ottavo raggruppamento, in aggiunta alle proroghe vigenti. Questo periodo va utilizzato per porre in essere insieme al Governo, alle aziende e alle Autorità la necessaria semplificazione procedurale, onde raggiungere gli obiettivi previsti dalla riforma a beneficio di amministrazioni, cittadini e imprese.

(*) Responsabile Ufficio Servizi Pubblici locali, società e aziende partecipate e gestione dei rifiuti Anci


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