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Polizia locale, la sfida della «prossimità» tra difficoltà e incertezze

di Vittorio Tripeni

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Da decenni le città italiane sono al centro di trasformazioni complesse e la polizia locale rappresenta il principale regolatore dei flussi di una trasformazione urbana e sociale in continua evoluzione. Nonostante questo importante ruolo, manca una documentazione consolidata sulla realtà organizzativa della polizia locale che tenga conto di una valutazione partecipata di coloro che vi lavorano. Da qui nasce una ricerca condotta dall'Università Cattolica di Milano che ha esplorato le opinioni, il vissuto e il processo di costruzione di significato degli operatori di polizia locale per mettere in luce la reale vita professionale dei poliziotti, fuori dagli stereotipi.
Assumendo la prospettiva degli agenti e prendendo in considerazione la situazione dal «loro» punto di vista, l'indagine ha voluto identificare le qualità professionali; il grado di consapevolezza delle attuali sfide; la percezione delle esigenze dei compiti per i quali sono stati formati. Ne emerge, per la prima volta, un quadro vivente di come effettivamente si svolge il lavoro degli agenti.

Polizia di prossimità, un tabù tra gli operatori
Per quanto riguarda la polizia di prossimità e il rapporto con il cittadino, una buona parte degli intervistati ha difficoltà a riconoscerne i principi e i benefici. La polizia di prossimità è associata spesso a una tattica utilitaristica da parte dell'amministrazione e non il "vero" lavoro di polizia. Gli intervistati considerano quasi tutti - se non tutti - che c'è la polizia di prossimità (lavoro di secondo ordine), e un altro tipo di lavoro della polizia (il vero lavoro di polizia ). Molte delle risposte alla domanda specifica esprimono scarsa partecipazione. Altre volte, opinabilità. In altri casi, si tende a banalizzare la connotazione (ad esempio: «il vigile di quartiere», «la polizia più vicina ai cittadini», «quell'attività che consente... di poter risolvere la maggioranza dei problemi»).
Il motivo di così tante opinioni poco convinte nei confronti di quella che oggigiorno rappresenta la qualità peculiare di una polizia moderna, probabilmente deriva dal fatto che, come costrutto tecnico-operativo, la "prossimità" non è ancora stata ben definita, almeno nella cultura organizzativa delle polizie locali italiane; oppure perché pleonastica.

Le difficoltà di mestiere difficile
La ricerca ha voluto valutare anche le difficoltà che gli intervistati incontrano nello svolgimento del loro lavoro; alcune di esse emergono più frequentemente e riguardano le relazioni con i cittadini e con i colleghi, ma anche la scarsità di attenzione da parte dei superiori. In tutti i casi evidente è la necessità di una formazione più adeguata e l'aspettativa di avere più tutele. Inoltre, emergono informazioni che segnalano in modo inequivocabile una sofferenza identitaria e la latenza di un forte conflitto con l'utenza, probabilmente dovuto al sentimento d'inefficacia vissuto da molti operatori. Emerge in modo tangibile l'urgenza di un'adeguata comprensione delle difficoltà che gli operatori di polizia stanno vivendo ed è improcrastinabile considerare adeguatamente la latenza di rischi incombenti.

Le qualità personali
Quali qualità personali gli intervistati riconoscono importanti ed essenziali per il loro lavoro e quali ritengono indispensabili per il lavoro della polizia in genere? L'insieme dei dati permette di affermare che gli intervistati riconoscono importanti la maggior parte delle qualità secondo la tradizione: capacità di auto-controllo, abilità di comunicazione, spirito di squadra, senso di responsabilità, idoneità fisica, capacità di gestire le emozioni, l'integrità e l'importanza di mantenere una buona reputazione. Tuttavia, ci sono alcune qualità che sono state meno frequentemente citate dagli intervistati: senso civico e senso del dovere, identità di ruolo e disciplina, fiducia in se stessi e iniziativa, leadership, cultura e maturità. Evitando di arrivare alla conclusione che gli intervistati abbiano negato l'importanza di queste qualità, ci si permette di dire (nel pieno rispetto dell'Istituzione) che, di queste ultime, essi siano meno consapevoli e, di conseguenza, fatichino ad attribuire a esse un adeguato valore.


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