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In Calabria nasce il bacino unico per superare la crisi

di Marco Gennari

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La Calabria scende in campo con lalegge regionale n. 35 del 22 dicembre 2015per contrastare il declino del trasporto pubblico sul territorio, un comparto di ampie dimensioni – 30 aziende con circa 4000 addetti, oltre 55 milioni di km/bus e circa 7 milioni di Km/treno – alle prese con la crisi finanziaria ed enormi ritardi di pianificazione, che avverte la necessità di un recupero di efficienza dei servizi urbani ed extra-urbani, ormai completamente inadeguati a garantire la mobilità sul territorio.
La criticità del sistema emerge dal fatto che l'utilizzo del trasporto pubblico nella Regione si assesta appena al 10 per cento, con un rapporto tra ricavi e costi del 20,8 per cento contro una media nazionale del 35 per cento, mentre al vertice della classifica c'è il Veneto che sfiora il 50 per cento.

Il nuovo assetto
Per invertire questo trend negativo e risollevare le sorti del settore, la legge 35/2015 entrata in vigore lo scorso 15 gennaio individua un unico bacino territoriale ottimale da suddividersi, ai soli fini della pianificazione dei servizi, in ambiti territoriali delimitati dall'ente di governo, cioè l'Autorità regionale dei trasporti.
Si tratta di un ente pubblico non economico alla cui assemblea partecipano (direttamente o attraverso propri delegati) il presidente della Regione, il sindaco della città metropolitana di Reggio Calabria, i presidenti delle Province e i sindaci di tutti i Comuni presenti sul territorio.
L'organo esecutivo dell'assemblea è il comitato istituzionale, costituito dal presidente dell'autorità e da 8 componenti designati dagli enti locali, che dovrà prendere in mano la gestione dei delicati compiti assegnati al nuovo organismo, tra cui la delega alla costituenda agenzia regionale reti e mobilità dell'affidamento dei contratti di servizio nei vari lotti da mettere in gara (articolo 13, comma 22).
Negli ambiti territoriali ubicati all'interno del bacino unico regionale, gli strumenti di pianificazione dovranno essere predisposti dagli enti locali ricadenti in ciascun ambito, associati in apposite aggregazioni secondo una delle forme giuridiche previste dal Capo V, Titolo II del Tuel.
Si tratta di una vera e propria rivoluzione rispetto all'attuale organizzazione del servizio, il cui sistema è praticamente al collasso a causa dei 205 milioni di euro di debiti accumulati negli anni nonostante i ripiani già effettuati in passato, e che rischiano di aumentare senza interventi di razionalizzazione finalizzati a ridurre i costi gestionali del servizio, anche mediante una centralizzazione della direzione delle gare di appalto.

Le misure d'emergenza
In ogni caso la legge 35/2015 si mette al riparo da imprevisti, e non omette di contemplare l'adozione di rimedi straordinari per fare fronte a possibili situazioni di emergenza sul territorio.
L'articolo 22 intitolato «Provvedimenti urgenti per garantire la continuità dei servizi di trasporto pubblico locale» dispone che, per evitare il pericolo imminente di interruzione dei servizi su strada di interesse regionale, la Regione può adottare provvedimenti di emergenza ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 5, del Regolamento CE 1370/2007, con un'aggiudicazione diretta di un contratto di servizio pubblico oppure una proroga consensuale di un contratto di servizio, o un'imposizione dell'obbligo di fornire determinati servizi pubblici per la durata massima di due anni.


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