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Comune di Palermo, sistema delle partecipate al vaglio della Corte dei conti

di Marco Gennari

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Blocco assoluto del turn over anche se è in vigore il regime più favorevole al reclutamento del personale di cui al Dl 90/2014, quale estremo rimedio per risanare il sistema amministrativo costituito dall'ente locale e dalle sue società partecipate, che appare connotato da gravi criticità gestionali e da una forte esposizione debitoria a causa dell'elevata incidenza del costo del personale rispetto ai costi di produzione.
Punta in questa direzione la Corte dei conti, sezione di controllo per la Sicilia, con la delibera n. 389/2015/PRSP del 23 dicembre 2015, per mettere un argine alle perduranti perdite di esercizio e alla progressiva erosione del patrimonio netto delle partecipate del Comune di Palermo, anche alla luce del piano operativo di razionalizzazione approvato dal Sindaco e sottoposto all'esame della sezione stessa.

Le criticità
Un piano, peraltro, oggetto di contraddittorio tra il collegio e l'ente locale, sui seguenti aspetti problematici rilevati dai giudici:
1. carenza di un'attenta analisi economico finanziaria dei costi di gestione di ciascuna partecipazione detenuta, in grado di suffragare, attraverso idonea motivazione, la congruità delle singole opzioni effettuate, nonché delle eventuali stime di risparmio;
2. eccessivo protrarsi nel tempo di alcune gestioni liquidatorie;
3. carenza di informazioni sui tempi di attuazione delle operazioni di disimpegno delle partecipazioni ivi indicate.

Programmazione e controllo degli organismi partecipati
Nell'ambito dell'accurata analisi svolta, la sezione apprezza l'istituzione, da parte del Comune, di un servizio dirigenziale con funzioni di programmazione e controllo degli organismi partecipati, trattandosi di una modifica organizzativa che si inserisce nel più generale contesto della nuova e articolata regolamentazione delle attività di vigilanza e controllo degli organismi strumentali, promossa in particolare dal Dl 174/2012 convertito dalla legge 213/2012.
Tale decreto, com'è noto, ha introdotto nel Tuel l'articolo 147-quater, che impone alle amministrazioni di definire preventivamente gli obiettivi gestionali a cui deve tendere la società partecipata, secondo parametri qualitativi e quantitativi, organizzando al contempo un idoneo sistema informativo per rilevare i rapporti finanziari tra l'ente proprietario e la società, la situazione contabile, gestionale e organizzativa della società, i contratti di servizio, la qualità dei servizi, il rispetto delle norme di legge sui vincoli di finanza pubblica.
Sulla base delle informazioni raccolte, l'ente locale deve poi effettuare il monitoraggio periodico sull'andamento delle società partecipate, analizzare gli scostamenti rispetto agli obiettivi assegnati e individuare le opportune azioni correttive, anche in riferimento a possibili squilibri economico-finanziari rilevanti per il bilancio dell'ente.
Da questo punto di vista, il collegio segnala tuttavia all'ente, in tema di corporate governance, una «carenza di organico qualificato in materia societaria», nonché «l'assenza di adeguate risorse finanziarie e strumentali» in capo al neo-istituito servizio, con l'emersione di preoccupanti criticità che,se non adeguatamente risolte, «rischiano di comprometterne seriamente la funzionalità e di procrastinare indebitamente l'operatività delle nuove disposizioni regolamentari in materia di vigilanza e controllo sugli organismi partecipati».
La sezione rileva, infatti, che la progressiva attrazione delle società partecipate dagli enti locali nell'orbita pubblicistica impone all'ente locale il diligente esercizio dei compiti di vigilanza, d'indirizzo e di controllo che la natura pubblica del servizio e la qualità di socio necessariamente comportano.

Costi di personale
In questa visione strategica, la Corte si concentra, come già si è detto, sui costi del personale talmente elevati da compromettere qualsiasi tentativo di efficace risanamento del sistema amministrativo in esame.
Di qui l'avvertenza al Comune di verificare attentamente qualsiasi ipotesi revisione delle direttive in atto sul blocco del turn over, con la raccomandazione di attuare piuttosto, in alternativa, una politica di razionalizzazione delle spese del personale tramite il ricorso alle procedure di mobilità tra le partecipate, secondo quanto previsto dall'articolo 1, commi 563-568, della legge 147/2013 (legge di stabilità 2014).


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