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In house, la selezione del personale deve avvenire per concorso pubblico

di Mauro Calabrese

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Le società in house, qualificabili come articolazioni sostanziali della Pubblica Amministrazione, sono soggette al rispetto del principio di imparzialità previsto dalla normativa comunitaria e nazionale nelle procedure selettive per l’assunzione dei dipendenti pubblici, restando quindi assoggettate alla giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo.

La decisione
Così il Consiglio di Stato, Sezione VI, sentenza n. 5643 del 11 dicembre 2015, nell’affermare la giurisdizione amministrativa sulla domanda di annullamento di un avviso pubblico bandito da una società in house strumentale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha accolto l’appello avverso la sentenza di primo grado con cui il Tar del Lazio si era, erroneamente, dichiarato sprovvisto di potestà decisoria sulla materia.
In primo grado, il Tribunale Amministrativo era stato investito della richiesta di annullamento di due successive procedure indette per la selezione di vari profili professionali e degli atti concorsuali conseguenti, proposta dal ricorrente quale primo classificato della graduatoria relativa a una precedente procedura selettiva, peraltro già utilizzata dalla societàin questione per il conferimento di impieghi a tempo indeterminato, da cui, quindi, l’ente strumentale avrebbe dovuto attingere i nuovi assunti, anziché bandire nuove procedure selettive di contenuto omogeneo.

In house
I giudici di Palazzo Spada, censurano, innanzitutto, l’erronea equiparazione, compiuta dal giudice di primo grado, tra società pubbliche, anche a controllo pubblico totalitario, non equiparabili alle Amministrazioni Pubbliche e le società in house, in quanto solo queste ultime devono possedere i due cosiddetti “requisiti Teckal” , dalla omonima sentenza della Corte di giustizia 18 novembre 1999 nella Causa C 107-98, ovvero il controllo analogo e l’attività prevalentemente svolta a favore dell’Ente affidante.
In particolare, il Collegio richiamando le precedenti pronunce della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, 25 novembre 2013, n. 26283, secondo cui le in house hanno solo la forma esteriore delle società, costituendo in realtà articolazioni in senso sostanziale della pubblica amministrazione da cui promanano e non soggetti giuridici esterni e autonomi, nonché del Consiglio di Stato, Sezione VI, n. 2515 del 2015, che descrive l’ente in house come mera articolazione organizzativa interna dell’Amministrazione, afferma che tutti gli organismi in house di pubbliche amministrazioni sono necessariamente non solo organismi di diritto pubblico, ma anche qualificabili come pubblica amministrazione ai fini del riparto di giurisdizione in tema di assunzione del personale dipendente.
Le società in house, pertanto, possono essere considerate come enti che rappresentano delle vere e proprie articolazioni della Pubblica Amministrazione, atteso che gli organi di queste sono assoggettate a vincoli gerarchici facenti capo alla Pubblica Amministrazione, i cui dirigenti sono dunque legati alla stessa da un rapporto di servizio come avviene per i dirigenti preposti ai servizi direttamente erogati dall'ente pubblico.

Inquadramento della società
Per il Consiglio di Stato, è pacifico l’inquadramento della in house providing del Ministero dell’Ambiente, nonché del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, quale organismo di diritto pubblico, in quanto persegue un fine pubblico ed è una società interamente partecipata dallo Stato, di conseguenza la procedura impugnata deve essere qualificata quale procedura concorsuale di assunzione, mediante valutazione comparativa, essendo la stessa una amministrazione aggiudicatrice ai sensi del Codice dei contratti, e non quale privatistica selezione di soggetti professionalmente qualificati per l’attribuzione di incarichi temporanei di collaborazione a progetto, ovvero di lavoro subordinato a tempo determinato, in relazione a specifiche commesse.
Pertanto, prosegue la sentenza, restano devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie in materia di procedure concorsuali per l'assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni ai sensi dell’Articolo 63, comma 4, del Dlgs n. 165 del 2001, in base al quale per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, comprese quelle a ordinamento autonomo.

Processo Amministrativo
Inoltre, ribadiscono i giudici, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, del Dlgs 2 luglio 2010, n. 104, Codice del Processo Amministrativo, “Per pubbliche amministrazioni, ai fini del presente codice, si intendono anche i soggetti ad esse equiparati o comunque tenuti al rispetto dei principi del procedimento amministrativo”, disposizione sufficiente a confermare la giurisdizione del Ga in relazione ad atti di soggetti che, pur avendo una natura privatistica, sono preposti all'esercizio di attività amministrative, come nel caso degli enti pubblici economici, quindi tenuti al rispetto dei principi del procedimento amministrativo ai sensi dell'art. 1, comma 1-ter della Legge 7 agosto 1990, n. 241, come senz'altro avviene nel caso delle società in house.

Conclusione
Pertanto, conclude il Consiglio di Stato, le procedure selettive pubbliche avviate dalla società, quale esercizio di attività amministrativa, in quanto poste in essere da un soggetto qualificabile come Pubblica Amministrazione e per la quale vige il principio del concorso pubblico, rientrano nella generale giurisdizione di legittimità del giudice amministrativo, ai sensi dell’articolo 7 Cpa, che riguarda tutte le controversie concernenti l’esercizio o il mancato esercizio del potere amministrativo, circa provvedimenti, atti, accordi o comportamenti riconducibili anche mediatamente all’esercizio di tale potere, posti in essere da soggetti pubblici, dovendosi includere, nel novero delle Pubbliche Amministrazioni, anche i soggetti equiparati o comunque tenuti al rispetto dei principi del procedimento amministrativo.


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