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No dell'Antitrust al rinnovo automatico dei contratti delle case di riposo pugliesi

di Paola Rossi

L'Autorità garante del mercato e della concorrenza boccia come anticoncorrenziale la norma della Regione Puglia che prevede il rinnovo automatico dei contratti triennali con le residenze socio sanitarie assistenziali, per lo stesso numero di posti letto, a condizione del mantenimento dei requisiti minimi per ottenere la convenzione. Per l'Agcm ciò limita le possibilità per nuovi operatori privati di accedere al circuito del Servizio sanitario nazionale e il miglioramento di questo mercato. Questo il rilievo pubblicato sull'ultimo bollettino dell'Antitrust. L'Autorità «auspica» perciò che la Regione Puglia metta mano alle norme varate con un nuovo intervento legislativo che introduca modifiche in linea con la tutela della concorrenza.
Alla scadenza l'amministrazione può solo verificare la mera permanenza dei requisiti minimi sufficienti per ottenere l'accreditamento impedendo la valutazione di eventuali servizi aggiuntivi o di migliori livelli qualitativi, che nuove strutture private potrebbero offrire e di cui potrebbero addirittura essere prive le strutture che beneficiano del meccanismo. Quindi oltre a imporsi un'ingiustificata limitazione all'ingresso nel mercato di nuovi operatori, costituisce un ostacolo all'incremento dell'efficienza delle strutture sanitarie.

La limitazione dell'offerta sul mercato sanitario
Per l'Agcm il meccanismo del rinnovo automatico riduce l'eventualità che si effettuino selezioni periodiche di nuove strutture private che propongano nuovi accordi. Infatti, con il meccanismo approvato, tali nuove selezioni potrebbero aver luogo soltanto per quei posti–letto eventualmente rimasti «liberi» dopo i rinnovi automatici dei contratti già in essere. L'amministrazione si priva così della possibilità di vagliare la bontà e il grado innovativo dei servizi offerti dai nuovi competitori. Il meccanismo automatico determina in effetti il vaglio da parte dell'amministrazione dei soli requisiti minimi degli operatori già autorizzati e non la messa a confronto della globalità delle diverse offerte che provegono dal mercato.

La norma pugliese anticoncorrenziale
Le osservazioni dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato riguardano la legge della Regione Puglia del 9 agosto 2006, n. 26 «Interventi in materia sanitaria». Con tale legge, la Regione Puglia ha dato attuazione al Dlgs 502/1992 «Il riordino della disciplina in materia sanitaria». La legge regionale non presenta particolari profili di criticità, ma desta perplessità all'articolo 8, comma 3 sexies, dove prevede che: «L'accordo contrattuale si rinnova con cadenza triennale, rinnovabile ai fini della continuità assistenziale, a seguito della verifica di cui all'articolo 52 della L.R. n. 19/2006. L'accordo contrattuale continua a produrre effetti ed efficacia nelle more della nuova sottoscrizione. Ai fini di assicurare la continuità assistenziale, il rinnovo è dovuto alla sola condizione della permanenza dei requisiti minimi di autorizzazione di cui all'art. 52 della legge regionale 10 luglio 2006, n. 19»


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