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Poste, il Tar Lazio sospende fino al 26 maggio la chiusura degli uffici in Umbria

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Fino al 26 maggio rimarranno aperti i dieci uffici postali a rischio chiusura in Umbria. Arriva così la decisione del Tar Lazio che, dopo quello dell'Umbria, ieri ha deciso di concedere una sospensiva dei provvedimenti di chiusura decisi dal piano di ristrutturazione aziendale di Poste italiane per gli uffici postali umbri di Sant'Egidio a Perugia, Annifo e Capodacqua nel comune di Foligno, Collazzone, Castel Ritaldi, Villastrada di Castiglione del Lago, Capitone di Narni, Sugano di Orvieto e Meelezzole di Montecchio, Collestatte di Terni.
I giudici amministrativi hanno riconosciuto che le questioni sollevate dai ricorrenti, ovvero Comuni e Regione, sono meritevoli di essere approfondite in sede di merito, ovvero il 26 maggio prossimo, giorno in cui si terrà l'udienza.

La vicenda
Come precedentemente in Toscana (si veda l'articolo pubblicato sul Quotidiano degli enti locali e Pa del 7 settembre 2015), con sette decreti depositati il 3 settembre scorso, il Presidente del Tar Umbria aveva accolto le istanze cautelari presentate da altrettanti Comuni, «considerata la gravità del danno per l'utenza che si vedrebbe privata dell'accesso al servizio universale postale causa la chiusura». In una successiva camera di consiglio, il 23 settembre, il Tar aveva dichiarato la propria incompetenza a favore del Tar Lazio che ora si è pronunciato (si veda l'articolo pubblicato sul Quotidiano degli enti locali e Pa del 7 settembre 2015).

Un nuovo contratto di servizio
Molto soddisfatti l'assessore regionale dell'Umbria Antonio Bartolini e il presidente di Anci Umbria, Francesco De Rebotti, visto che «dopo il Tar dell'Umbria, anche quello del Lazio ha riconosciuto che esistono elementi da approfondire nel merito e questi pronunciamenti indubbiamente ci aiutano nel lavoro che stiamo contemporaneamente portando avanti insieme al Governo nazionale per modificare il Piano di Poste Italiane».
Intanto, prosegue la trattativa tra ministero, Poste e regioni. «Così come ci hanno confermato proprio nei giorni scorsi gli onorevoli Sereni e Verini, - hanno sottolineato Bartolini e De Rebotti - il Governo, attraverso il sottosegretario Giacomelli, sta lavorando al nuovo contratto di servizio con Poste Italiane dove si dovrebbero aprire possibili margini di negoziazione con gli enti territoriali chiamati a fare rete e ad avanzare, entro il 31 marzo prossimo, proposte aggiuntive che possano potenziare l'offerta complessiva dei servizi in specifici ambiti territoriali, anche al fine di valorizzare la capillarità degli uffici postali, dalla prenotazione Cup al pagamento del bollo auto, alle imprese, alle pubbliche amministrazione, potenziando le caratteristiche di alcuni uffici, soprattutto quelli ubicati in ambiti disagiati e con scarsa densità abitativa, come veri e propri uffici di prossimità. E gli uffici Postali per i quali il Tar del Lazio ha concesso la sospensiva rientrano proprio in questo ambito».

Stop alle consegne della corrispondenza a giorni alterni
Agli inizi del mese di ottobre, inoltre, era arrivato anche l'alt del Governo alla consegna della corrispondenza a giorni alterni nei piccoli Comuni e nelle zone di montagna, decisa dal piano di ristrutturazione aziendale di Poste italiane. Tutto rimandato a fine anno e solo a seguito di una verifica sui volumi reali di corrispondenza che dovrà essere effettuata dall'Autorità garante delle comunicazioni, con l'obiettivo di evitare disservizi e diminuzione della qualità. L'entrata in vigore delle nuove modalità, che sarebbero dovute partire il 1° ottobre, è stata rinviata al 31 dicembre, dopo una riunione tenutasi a Palazzo Chigi con l'azienda, il Mise, i rappresentanti degli editori (si veda l'articolo del Quotidiano degli enti locali e Pa del 5 ottobre 2015).


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