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Il silenzio-assenso della riforma Pa spiazza gli sportelli unici per le imprese

di Saverio Linguanti

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La nuova fattispecie giuridica del silenzio-assenso tra amministrazioni pubbliche e tra amministrazioni pubbliche e gestori di beni o servizi pubblici, introdotta dall'articolo 3 della legge 124/2015 di modifica della legge 241/1990, vale esclusivamente nei rapporti procedimentali tra pubbliche amministrazioni.
La fattispecie del silenzio-assenso tra pubblica amministrazione e cittadini privati o imprenditori, anche dopo la riforma, continua invece a trovare la propria principale disciplina nell'articolo 20 della legge 241/1990.

Le caratteristiche
Le novità sono sostanzialmente le seguenti:
• nel caso in cui un'amministrazione cosiddetta "procedente", a cui cioè è stata rivolta una domanda di rilascio di un provvedimento, debba rilasciare il suddetto dopo aver acquisito il nulla osta, l'assenso o il parere di un'altra amministrazione o ente; in questi casi il nuovo articolo 17-bis della legge 241/1990 prevede l'obbligo per le amministrazioni pubbliche o per i gestori di beni e servizi pubblici di comunicare il suddetto assenso entro trenta giorni dal ricevimento dello schema di provvedimento corredato della relativa documentazione;
• una seconda novità è rappresentata dall'obblio stabilito per le amministrazioni cui è stato richiesto un nulla osta, parere o altro, di far presente eventuali esigenze istruttorie o richieste di modifica, motivate e formulate, entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della richiesta.
Trascorso il predetto termine di trenta giorni senza che l'amministrazione o l'ente interessato abbia risposto, o abbia formulato motivate richieste di modifica, scatta il silenzio assenso e il procedimento prosegue fino al rilascio del provvedimento. Il nuovo articolo 17-bis della legge n. 241 provvede inoltre a stabilire una clausola si garanzia per quelle amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali e della salute dei cittadini, sostanzialmente ad esempio aziende sanitarie, soprintendenze, agenzie per l'Ambiente ma anche Regioni e Comuni: il termine entro il quale queste amministrazioni devono comunicare il proprio assenso, concerto o nulla osta è fissato in novanta giorni dal ricevimento della richiesta.

Rapporti con la Scia
Le disposizioni sulla nuova figura giuridica del silenzio-assenso tra pubbliche amministrazioni sono ovviamente legate al rilascio di un provvedimento amministrativo finale che autorizza il richiedente a volgere una determinata attività e non operano in relazione a procedimenti gestiti attraverso l'istituto giuridico della segnalazione certificata Scia; i due articoli infatti e quindi le due opzioni giuridiche devono considerarsi alternative, considerato che il silenzio assenso presuppone la necessità comunque di condurre una istruttoria per l'amministrazione, istruttoria che invece nella Scia è compiuta direttamente dal segnalante ed esplicitata attraverso la resa di dichiarazioni sostitutive di certificazioni, o di atto notorio, o asseverazioni.

Difficoltà sui tempi
Le criticità, a una prima lettura delle nuove disposizioni, sembrano riscontarsi sulla necessità di integrare i termini del silenzio assenso con i termini procedurali dei procedimenti gestiti dallo sportello unico per le imprese, quelli cioè relativi a qualunque fase di un'attività economica-commerciale produttiva di un bene o di un servizio. I 90 giorni previsti per le amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistica e della salute devono inserirsi nel contesto delle norme del Dpr 160/2010 secondo il quale il provvedimento finale deve essere adottato entro 90 giorni trascorsi i quali scatta l'obbligo di convocare la conferenza dei servizi.
Le nuove norme e il termine di 90 giorni del silenzio assenso tra amministrazioni comporta necessariamente la scelta per il Suap procedente di chiudere il procedimento facendo scattare il silenzio assenso oppure chiudere il suddetto "d'imperio" convocando la conferenza di servizi.


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