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Riforma Madia, arriva il decreto che «pensiona» il Pra

di Giuseppe Latour

Arriva il documento unico di circolazione, che ingloberà carta di circolazione e certificato di proprietà, con un costo totale di 29 euro. Il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, spinge sull'acceleratore e ha già pronta una prima bozza del decreto di attuazione della riforma Madia che manderà in pensione il pubblico registro automobilistico. Sul testo il Mit sta lavorando insieme a Funzione pubblica e Dipartimento affari legislativi di Palazzo Chigi.

Le prospettive
Il Pra, per come lo conosciamo adesso, non esisterà più: finirà sotto l'ombrello del ministero delle Infrastrutture dal 2016. A luglio del prossimo anno, poi, entrerà in pista un altro soggetto, l'Agenzia per il Trasporto stradale, che si occuperà di tutti i rapporti con cittadini e imprese relativi a trasferimenti di proprietà, fermi amministrativi, patenti, riscossione delle imposte. E, mentre questa operazione prenderà quota, l'Aci dovrà rivedere il suo perimetro, riducendo il proprio personale, per equilibrare la perdita di competenze. La riforma del Pra, tentata da molti Governi e mai riuscita, sta finalmente per decollare. La data chiave è il 1° gennaio 2016. Da quel momento saranno «trasferite al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti le funzioni svolte dal Pubblico registro automobilistico». L'Archivio nazionale dei veicoli, tenuto presso la Motorizzazione civile, sarà integrato con una sezione contenente i dati relativi alle vetture. Sei mesi dopo, il 1° luglio, ci sarà la seconda rivoluzione: il certificato di proprietà andrà in pensione, per essere sostituito dal documento unico di circolazione, che ingloberà anche la carta di circolazione. Per la sua emissione sarà pagata una tariffa di 29 euro, che sostituirà gli attuali costi di iscrizione a Pra e Archivio nazionale.

La nuova agenzia
Per mandare a regime il nuovo sistema, poi, sarà fondamentale un nuovo soggetto: l'Agenzia per il Trasporto stradale. Avrà sede a Roma e sarà un ente autonomo sotto il profilo giuridico e patrimoniale, ma vigilato dal ministero delle Infrastrutture. Prenderà in carico tutto il pacchetto di competenze relativo a circolazione, sicurezza e trasporto stradale di persone e di cose. Dal 1° luglio 2016 raccoglierà le vecchie funzioni del Pra e gestirà procedure come iscrizioni e rinnovi, trascrizioni dei trasferimenti di proprietà, fermi amministrativi, riscossione dell'Ipt. Ma anche l'omologazione dei veicoli e il rilascio e l'aggiornamento delle patenti. La struttura non porterà nuovi oneri alla finanza pubblica ma sarà sostenuta con tariffe e proventi derivati dalla sua attività. Mentre questo nuovo soggetto decolla, l'Automobile club, che attualmente gestisce il Pra, perderà quota e dovrà provvedere «alla riorganizzazione del personale e alla contestuale riduzione della pianta organica», oltre alla ridefinizione dei rapporti con le sue società partecipate.


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