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Dall'Autorità una guida a tutto campo

di Sauro Prandi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

L'Autorità per l'energia elettrica e il gas e il sistema idrico ha diffuso il «Rapporto relativo all'attività dell'Autorità in relazione all'affidamento dei servizio di distribuzione del gas naturale per ambito territoriale minimo» dedicato alle proprie attività, a quella data svolte, per dare attuazione a quanto previsto dalla normativa riguardante il "sistema gare gas" nei 177 ambiti individuati con Dm del 19 gennaio 2011. È un documento utile perché ripercorre quanto attuato in due aree in cui l'Autorità è il dominus:
• implementazione della regolazione tariffaria in vista della gestione del servizio post gara
• attuazione di quanto previsto dal D.M. 226/2011, cosiddetto "regolamento gare" che è stato recentemente "ritoccato" dal Dm 106/2015.
Si tratta di una lettura molto utile per molti: si pensi nei Comuni ai tecnici che saranno a vario titolo interessati e agli amministratori, consiglieri e assessori, che saranno chiamati a deliberare (o hanno già approvato) la convenzione ex articolo 30 del Dlgs 267/2000 per l'assegnazione del ruolo di stazione appaltante e degli adempimenti connessi. È un'importante lettura perché è opportuno che il decisore comunale sia conscio del radicale cambiamento che avverrà in un servizio in cui l'ente locale è depositario del ruolo di titolare del servizio di distribuzione gas, qualificato come attività di pubblico servizio (articolo 14 del Dlgs 164/2000).

Il ruolo dei Comuni
L'Autorità in apertura ricorda che sono due i soggetti istituzionali che svolgono la regia del «nuovo servizio di distribuzione gas»: essa stessa e l'ente locale, «investiti di funzioni orientate alla tutela di specifici e distinti interessi generali», la prima quale titolare della funzione di regolazione del servizio, il secondo che svolge le ampie funzioni di indirizzo, di vigilanza e di controllo anche attraverso il "contratto di servizio" che sarà sottoscritto con l'aggiudicatario. L'ente regolatore in proposito ha ricordato che non è necessario che i singoli enti stipulino, successivamente all'aggiudicazione della gara, singoli contratti di servizio, ma sarà la stazione appaltante che, per delega ricevuta dagli enti locali con la convenzione, svolgerà il ruolo di controparte con il gestore che ha vinto la gara, coadiuvata da un comitato di monitoraggio, composto da rappresentanti degli enti stessi per un massimo di 15 componenti.

I contenuti
Gli argomenti trattati nel rapporto sono, come elencati nella scheda tecnica predisposta dall'Autorità:
• le misure per le uscite anticipate dalle concessioni di livello comunale;
• le misure per le aggregazioni degli ambiti territoriali minimi che presentino un numero di clienti inferiore a 100mila;
• le disposizioni tariffarie per favorire l'efficienza produttiva delle gestioni d'ambito;
il riconoscimento asimmetrico in tariffa della differenza tra valore di rimborso e valore regolatorio (Vir-Rab);
• le misure a sostegno di uno sviluppo infrastrutturale efficiente;
• le altre misure attuative del Regolamento gare;
• le misure a sostegno della trasparenza nella gestione delle attività connesse alle gare a supporto delle stazioni appaltanti, con la realizzazione di apposita sezione del sito internet dell'Autorità, ove sono resi disponibili specifici strumenti per le stazioni appaltanti;
• le misure e gli strumenti per la determinazione degli scostamenti Vir-Rab;
• la piattaforma informatica bandi di gara distribuzione gas.

Il passaggio
Soffermandosi sulle «misure per le uscite anticipate dalle concessioni di livello comunale», si evidenzia un ulteriore ruolo dell'ente locale, che è quello di riconoscere al gestore vincitore della gara d'ambito la possibilità di subentrare in quelle singole concessioni comunali presenti prima della loro scadenza naturale, scadenza che è differita rispetto agli altri Comuni presenti nell'ambito perché fecero gare prima del "blocco totale" imposto, dal 1° aprile 2011, dal Dm del 19 gennaio 2011. L'Autorità , in applicazione del decreto, ha previsto che il gestore subentrante, che deve essere diverso dal gestore uscente, presenti una richiesta, corredata da un business plan, che metta in evidenza, per ciascun anno residuo della precedente concessione, costi e benefici connaturati all'aggregazione con evidenziata un'analisi costi e benefici riguardante l'ipotesi prospettata, anche nei confronti degli utenti dell'ambito.


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