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Responsabilità piena sull'ente locale anche per le partecipazioni indirette

di Michele Nico

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Nell'esaminare la relazione sui rendiconti degli esercizi 2012 e 2013, predisposta dall'organo di revisione di un Comune ai sensi dell'articolo 1, commi 166 e 167 della legge 266/2005, la Corte dei conti, sezione di controllo per la Lombardia, con la delibera n. 251/2015/PRSE del 22 luglio 2015, rileva alcune irregolarità nella gestione finanziaria dell'ente, tra cui una serie di criticità afferenti la gestione dei rapporti con le relative società partecipate.

Il richiamo dei giudici
Nello specifico, il Comune viene richiamato all'ordine per non aver impartito misure correttive né eseguito adeguate verifiche sul mantenimento di una società di secondo livello per la gestione del servizio farmacie, operante in esito all'affidamento ottenuto dalla partecipata di primo grado, peraltro in stato di liquidazione ma non ancora estinta.
Il collegio rileva, innanzitutto, che una farmacia gestita da una partecipata di secondo livello per il tramite di una società in liquidazione costituisce una fattispecie del tutto anomala, che permane in essere «a dispetto dei basilari criteri di razionalità e trasparenza nei rapporti tra ente pubblico e organismi partecipati».
Di qui l'invito dei giudici all'ente di adottare senza indugio le misure occorrenti per superare le criticità accertate, anche attraverso un'integrazione del piano di razionalizzazione di cui all'articolo 1, comma 611, della legge 190/2014 (legge di stabilità 2015), già trasmesso alla sezione stessa ma ritenuto, sul punto, del tutto insufficiente allo scopo.

La responsabilità dell'ente
A commento della vicenda si può rilevare che l'esercizio del controllo svolto dalla magistratura contabile assume per certo, quale punto fermo, che l'ente locale nella veste di socio pubblico ha la piena e intera responsabilità non solo delle partecipazioni dirette, ma anche di quelle indirette.
Questo principio è il punto di arrivo di una parabola normativa che, nella prima fase della sua traiettoria, non si è espressa in termini così chiari e risolutivi, come si desume mettendo a confronto gli obblighi di ricognizione societaria prescritti dall'articolo 3, commi 27 e seguenti della legge 244/2007 con il piano operativo di razionalizzazione delle partecipate previsto dalla legge di stabilità 2015.
Si evidenzia, al riguardo, che mentre la legge 244/2007 consentiva la costituzione o il mantenimento delle sole società «non strettamente necessarie» alle finalità istituzionali dell'ente locale, il comma 611 della legge 190/2014 dispone ora l'eliminazione delle partecipazioni societarie «non indispensabili» alle finalità medesime.
E si osserva, soprattutto, che mentre l'articolo 3, comma 27 e seguenti della legge 244/2007 limitava le relative prescrizioni solo alle società direttamente partecipate, la legge di stabilità 2015 estende ora l'obbligo di razionalizzazione anche alle società e alle partecipazioni indirette dell'ente.

La «complicità istituzionale»
Questo mutamento di rotta trova la sua spiegazione nel fatto che negli ultimi anni si è progressivamente affermata una sorta di «complicità istituzionale» tra l'ente locale, nella veste di socio pubblico, e le società maggioritarie (o anche minoritarie) da esso partecipate, che sfruttando l'oggettiva carenza di informazioni economiche-finanziarie e di monitoraggio nell'ambito del sistema amministrativo riconducibile all'ente, ha spesso favorito la formazione di situazioni occulte di debito destinate poi a gravare sulla collettività, generando altresì un aumento incontrollato della spesa pubblica.
Per affrontare questo grave problema e adottare le necessarie contromisure, il legislatore si è mosso – incalzato dalla Corte dei conti – nella direzione di una maggiore responsabilizzazione dell'ente locale quale socio pubblico, non solo accentuando il sistema dei controlli sulle partecipate, ma anche estendendo il raggio d'azione di tale sistema alle partecipazioni indirette, che trovano ora quale soggetto referente, in cabina di regia, solo e sempre l'ente locale.


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