Home  › Servizi pubblici

Teleriscaldamento e teleraffrescamento, entro fine agosto il censimento dei gestori di reti

di Sauro Prandi

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Entro fine agosto i gestori di reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento dovranno obbligatoriamente iscriversi nella generale «Angrafica Operatori» (se già non iscritti per altri servizi) e nella specifica «Anagrafe Territoriale» degli operatori di tale servizio, come stabilito nella delibera n. 339/2015 (e allegato) dell'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico. Prende quindi corpo la fase attuativa di quanto stabilito dalla delibera n. 411/2014 con cui l'Autorità avviava il procedimento per l'adozione di provvedimenti in materia di regolazione e controllo del nuovo settore da regolamentare. La fonte principale delle nuove disposizioni era il Dlgs 102/2014 (Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica) che dettava, tra l'altro, specifiche norme al fine di promuovere lo sviluppo del teleriscaldamento e teleraffrescamento e della concorrenza (in particolare l'articolo 10 - Promozione dell'efficienza per il riscaldamento e il teleraffrescamento). I gestori di impianti e reti, sia che siano produttori e/o distributori e/o venditori (non esiste ad oggi l'obbligo della separazione tra attività di distribuzione e attività di vendita come nell'elettricità e nel gas), sono quindi tenuti, come detto, a inviare all'Autorità i propri dati anagrafici, ma anche a fornire le informazioni previste dalla «Anagrafica Territoriale Teleriscaldamento e Teleraffrescamento» seguendo procedure e modalità stabilite con determina n. 1/2015 emanata dal direttore dell'ufficio dell'Autorità appositamente costituito per presidiare il nuovo settore di prossima regolazione. Si tratta in particolare di dati e informazioni relative alle reti in esercizio che, raccolti in modo sistematico, permetteranno di disporre di un patrimonio di informazioni essenziali per redigere una mappa nazionale del settore, che si andrà ad aggiungere alla fondamentale «Indagine conoscitiva del settore del teleriscaldamento» chiusa nel marzo 2014 da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Le informazioni richieste
I dati riguardanti le reti «vanno in profondità» nel senso che vengono richiesti, rete per rete: la denominazione assegnata alla rete medesima e la relativa lunghezza in km., i comuni serviti, la data di inizio esercizio, il regime giuridico di svolgimento dell' attività (affidamento mediante gara, o diretto, o attività in libera concorrenza), il titolo giuridico sulla base del quale si svolge l'attività e autorità che l'ha rilasciato (autorizzazione per utilizzo suolo pubblico, concessione, convenzione, contratto di servizio, riportando la data di inizio e di fine validità del titolo stesso), proprietà o meno della rete, tipologia di utenza servita dalla rete (residenziale, terziario, industriale), tipologia del servizio prestato (riscaldamento, acqua calda sanitaria, raffrescamento). Ulteriori informazioni richieste a proposito del titolo di svolgimento dell'attività sono: copia della concessione/convenzione/contratto di servizio e principali aspetti disciplinati dal titolo giuridico, tra cui: condizioni per la disconnessione del cliente dalla rete, contributi di allacciamento, dispositivi di misura, pagamenti delle fatture, tariffe di fornitura del calore. Sono previste sanzioni a seguito della mancata ottemperanza agli obblighi disposti, considerando la mancanza «della massima gravità», fino a configurare il reato di «Ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza» di cui all'articolo 2638 del Codice civile (con previsione di reclusione da uno a quattro anni).

La ricognizione
Quindi una ricognizione ad ampio raggio presso i circa 140 operatori (novembre 2013), da cui emergerà una fotografia «a macchia di leopardo», in particolare, si ritiene, relativamente al regime giuridico di svolgimento dell'attività e sul titolo per lo svolgimento delle attività stesse. La finanza di progetto è stata una delle formule a cui si è maggiormente ricorso per la costruzione di impianti negli anni scorsi. Da un indagine del Cresme sui bandi di gara per impianti di teleriscaldamento e di impianti a bioenergie con ricorso al PPP (partenariato pubblico privato) nel periodo 2002-2013, emerge che sono stati 80 il numero dei bandi emessi per un importo complessivo di 480 milioni di euro.

L'Autorithy al lavoro
Ma la vera rivoluzione riguarderà gli atti che saranno emanati dall'Autorità, su cui è verosimile ritenere che stia già lavorando sulle tematiche assegnate dal Dlsg 102/2014. Tra queste: criteri per la determinazione delle tariffe di allacciamento; aspetti di qualità e sicurezza del servizio, dagli impianti fino ai sistemi di contabilizzazione; condizioni di riferimento per la connessione alle reti; sistemi di misura e contabilizzazione dei consumi di "caldo, freddo, acqua calda"; regolamentazione della fatturazione dei consumi e delle informazioni connesse.


© RIPRODUZIONE RISERVATA