osservatorio anci-ifel

Pon Metro, un nuovo strumento per costruire l'agenda urbana nazionale

di Francesco Monaco (*)

Un programma «dedicato» per costruire l'agenda urbana nazionale, attraverso investimenti sul ridisegno e la modernizzazione dei servizi urbani per i residenti e gli utilizzatori delle città e la promozione di pratiche e progetti di inclusione sociale per la popolazione e i quartieri in condizioni di disagio.
Con la decisione di esecuzione C(2015) 4998 final del 14 luglio scorso, la Commissione europea ha reso finalmente fruibili gli 892.933.333,33 euro (di cui 445.698.942 euro a valere sul Fesr e 142.376.058 euro a valere sul Fse, il resto è cofinanziamento nazionale) messi a disposizione delle 14 città metropolitane italiane (10 identificate dalla legge Delrio più Catania Messina Palermo e Cagliari) per definire questo ambizioso disegno.
Ovviamente i due pilastri su cui si attiveranno gli investimenti pubblici sono i perni attorno ai quali promuovere la creazione di politiche di sviluppo per città più efficaci e in linea con le priorità di Europa 2020: maggiore competitività economica, sostenibilità ambientale e risparmio energico, inclusione sociale e occupazione.
Non è escluso, dal decisore europeo, la possibilità di attivare, sui medesimi obiettivi, investimenti privati con forme di partenariato pubblico-privato (PPP), sfruttando l'effetto leva delle risorse pubbliche a disposizione del programma.

La governance
Una novità importante del programma riguarda la sua governance. Il Pon, infatti, individua nel Sindaco del Comune capoluogo della Città metropolitana, l'Autorità urbana con funzioni di organismo intermedio, a cui l'autorità di gestione (Agenzia per la coesione territoriale) delegherà l'attuazione dell'intero programma (sono fuori dalla delega i poteri di controllo che restano in capo all'Agenza). Ad Anci è affidato un compito di sostegno alle città interessate e di accompagnamento alla realizzazione del programma.
Ampia autonomia alle città dunque nella definizione dei fabbisogni e nella conseguente individuazione degli interventi (azioni integrate) da realizzare; massima responsabilità nel perseguimento dei risultati attesi del programma.
A proposito di questi ultimi, ci si aspetta che il 70% dei comuni delle aree metropolitane offriranno servizi digitali interamente interattivi ai cittadini e 678 comuni lavoreranno in maniera associata rendendo interoperabili i loro sistemi informatici.

La sostenibilità urbana
Per ciò che concerne la sostenibilità urbana si prevede che oltre 92.000 punti di illuminazione passino alla tecnologia Led in modo da ridurre i consumi di 18GWh e le emissioni di C02 di 1 900 tonnellate; ristrutturazioni e riconversioni energetiche su superfici di edifici pubblici pari a 38 000 m2 porteranno ad una diminuzione del consumo di energia di 2,2 GWh l'anno; saranno costruite più di 200 km di nuove piste ciclabili.
Infine gli interventi sul sociale: circa 1 800 persone senza fissa dimora potranno accedere a servizi di accoglienza; più di 2 250 spazi urbani saranno riqualificati ad uso sociale; 2 270 alloggi aggiuntivi saranno riabilitati per essere destinati ad altrettante famiglie in condizioni di disagio abitativo; circa 3 900 persone appartenenti a famiglie a basso reddito, e 5 800 persone colpite da forme elevate di disagio beneficeranno di un accompagnamento alla casa e di un inserimento lavorativo, sociale ed educativo; circa 500 persone appartenenti a comunità emarginate, quali i Rom, verranno sostenuti nell'ambito di progetti di inclusione sociale.

(*) Area politiche di coesione territoriale Anci


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