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Oggi al Mibact meeting «I Comuni, la cultura e il turismo»

di Emiliano Falconio

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Una concreta sinergia tra Stato centrale e poteri locali per realizzare la tanto auspicata inversione di tendenza che porti l'Italia a reinvestire in cultura, con il contributo centrale dei Comuni anche in virtù della gestione delle risorse inserite nella programmazione comunitaria 2014-2020. Con questa premessa i sindaci, esperti di settore e il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini si ritrovano oggi a Roma in occasione del meeting «I Comuni, la cultura e il turismo», organizzato dall'Anci a Roma presso la Sala del Consiglio Nazionale del Mibact.
Un confronto (a cui partecipano tra gli altri il presidente Anci Piero Fassino, i delegati alla Cultura e al Turismo dell'associazione Maurizio Braccialarghe e Andrea Gnassi, sindaco di Rimini, che servirà a fare un punto di situazione sul lavoro svolto fino a ora tra sindaci e Governo, ad un anno dal protocollo d'Intesa firmato lo scorso luglio nel quale è stato delineato il perimetro dentro il quale muoversi per il rilancio del settore turistico-culturale.

Musei, fondi Ue e giovani
L'obiettivo dei lavori è innanzitutto quello di favorire il processo di coordinamento fra le strutture museali italiane, sia statali che civiche che private su cui, nei mesi scorsi, è già partita una sperimentazione in alcune città (Torino, Bologna, Modena, Ferrara, Parma, Firenze, Assisi, Perugia e Bari) per costituire dei poli integrati fra le varie strutture. Una sperimentazione, è l'auspicio dei sindaci, che si intende estendere anche ad altre città per arrivare ad integrare il patrimonio di proprietà statale a quello territoriale, con un ruolo centrale non solo per le Regioni ma anche per i Comuni. Ruolo centrale che i sindaci chiedono anche e soprattutto per la partita dei fondi comunitari 2014-2020, a partire dalla implementazione del nuovo Pon fino all'attivazione di un Fondo nazionale ad hoc che dia supporto alle proposte progettuali dei Comuni.
A questi due macro obiettivi se ne affianca un terzo ovvero la realizzazione di un piano di sostegno della produzione e della creatività giovanile su cui Anci intende promuovere a breve la costituzione di un tavolo di lavoro al fine di definire politiche di rigenerazione urbana attraverso interventi nel campo culturale e della valorizzazione turistica, con la possibilità anche di affidare ad associazioni giovanili no-profit la gestione alcuni siti culturali poco utilizzati.

Le strutture delle ex Province
Tanta la carne al fuoco quindi, compresa, sullo sfondo, quella che riguarda un nodo ancora irrisolto: il destino di musei e biblioteche ancora in mano alle vecchie Province. Su questo i sindaci sono netti e chiedono di evitare la chiusura di questi presìdi fondamentali per il territorio. Perciò la proposta è quella di definire a stretto giro una «procedura condivisa tra Stato, Regioni e Comuni» per un trasferimento "ordinato" ad altri enti di queste strutture in un quadro di «risorse necessarie a supporto» e di «riqualificazione del livello dei servizi culturali, con una attenzione prioritaria ai bisogni dei cittadini».


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