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Case di cura, il controllo sulla qualità tocca alla Regione

di Federico Gavioli

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 3420 dell'8 luglio 2015, ha affermato che nei servizi sanitari svolti da case di cura convenzionate con il servizio sanitario regionale, i compiti di controlli e valutazione in merito alla congruità e appropriatezza dei ricoveri, è una funzione assegnata alle Regioni.

Il contenzioso amministrativo
Una casa di cura, all'epoca dei fatti struttura privata in regime di accreditamento con il servizio sanitario regionale, ha impugnato davanti al Tar la relazione della commissione degli esperti costituita per la risoluzione del contenzioso tra Regione e la stessa casa di cura, sull'esito dei controlli analitici relativi a dei ricoveri. La commissione, dopo aver completato la valutazione di tutte le singole cartelle cliniche in contestazione, ha stabilito che i ricoveri di riabilitazione erogati e oggetto della verifica erano inappropriati se rapportati con i requisiti richiesti dalla normativa regionale vigente.
Il Tar ha ritenuto non fondate le censure e ha respinto il ricorso della Casa di cura; quest'ultima si è appellata davanti al Consiglio di Stato.

Il giudizio del Consiglio di Stato
I giudici amministrativi del Consiglio di Stato evidenziano che la disciplina dei controlli sull'appropriatezza dei ricoveri spetta ad un atto autoritativo e vincolante di programmazione e di organizzazione di competenza regionale.
Non corrisponde al vero, per il Consiglio di Stato, quanto affermato dalla casa di cura nella parte del ricorso in cui afferma che, anche a voler includere l'intesa con le organizzazioni sindacali delle strutture private rappresentative a livello regionale tra i criteri cui fa riferimento la normativa contenuta nel comma 3 dell'articolo 8-octies del Dlgs 502/1992 (decreto che riordina la disciplina in materia sanitaria in Italia), occorre rilevare che essi attengono all'emanazione dell'atto di indirizzo e coordinamento previsto e non certo alla fase autoritativa di competenza regionale, di cui peraltro non viene dedotta l'incompatibilità, sotto il sollevato profilo, con l'attività di indirizzo svolta.
Per il Consiglio di Stato infondata è poi anche la censura, da parte della Casa di cura, riguardante l'incompetenza dell'Asp - Agenzia di sanità pubblica - a espletare «compiti di controllo e valutazione in merito alla congruità ed appropriatezza dei ricoveri».
È, infatti, assegnata alle Regioni, ai sensi degli articoli 8-bis e seguenti del Dlgs 502/1992, la funzione di controllo esterno sulla qualità dell'assistenza e sull'appropriatezza delle prestazioni delle strutture interessate; funzione ch'esse esercitano in particolare determinando:
a) le regole per l'esercizio della funzione di controllo esterno e per la risoluzione delle eventuali contestazioni, stabilendo le relative penalizzazioni;
b) l'organizzazione per la verifica del comportamento delle singole strutture, con il conseguente potere di attribuire legittimamente, tenuto conto della configurazione della Regione nel vigente contesto normativo come amministrazione titolare del servizio pubblico di assistenza sanitaria e del potere organizzativo che il richiamato articolo 8-octies, conferisce in tale materia alla Regione.


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