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Smaltimento rifiuti: autorizzazione e iscrizione alla Camera di commercio vanno chiesti nel bando di gara

di Federico Gavioli

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 3285 del 2 luglio 2015, dopo una meticolosa analisi, afferma che nel caso in esame l'autorizzazione allo smaltimento dei rifiuti, ai sensi del Dlgs 152/2006 e dell'iscrizione alla Camera di commercio per il servizio di pulizia ospedaliera non erano requisiti richiesti dal bando di gara e, pertanto, non rappresentavano elementi per poter escludere la ditta aggiudicataria del servizio, per non averli presentati; importanti chiarimenti, inoltre, sono forniti in merito al computo del periodo triennale per la dimostrazione dei requisiti prescritti.

Il contenzioso amministrativo
Un'azienda ospedaliera è ricorsa davanti al Consiglio di Stato, nei confronti di una Srl , avverso la sentenza sfavorevole del Tar che aveva ritenuto fondate le censure della Srl ricorrente. Quest'ultima aveva partecipato ad una gara indetta dall'azienda ospedaliera per l'affidamento quinquennale, con il criterio della offerta economicamente più vantaggiosa, del servizio di pulizia delle aree esterne dell'azienda ospedaliera, classificandosi al secondo posto; la Srl impugnava i provvedimenti di aggiudicazione. Al primo posto si era classificata un Ati con capogruppo una nota società specializzata anche nel settore delle pulizie.

L'analisi del Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato evidenzia che il giudice di prime cure ha ritenuto che la società, prima aggiudicataria in Ati, fosse carente della autorizzazione allo svolgimento di servizi aventi ad oggetto rifiuti speciali e, quindi, di idoneità professionale e di capacità tecnica adeguati al servizio da effettuare con conseguente necessità di una sua esclusione dalla gara. Sull'argomento i giudici di Palazzo Spada osservano che esula dalle attività assoggettate alle autorizzazioni e alle iscrizioni previste dall'articolo 183 del Dlgs 152/2006, l'attività di deposito temporaneo all'interno dello stabilimento del produttore iniziale (allegato B della parte quarta del d.lgs. 152/2006 che esclude dalle operazioni di smaltimento «il deposito temporaneo, prima della raccolta nel luogo in cui sono prodotti i rifiuti»). Pertanto, correttamente la stazione appaltante non aveva indicato negli atti di gara la necessità in capo alle partecipanti delle autorizzazioni previste dal Dlgs n.152/2006, ai fini della preventiva effettuazione di operazione di gestione dei rifiuti, trattandosi di attività da espletare all'interno delle strutture del produttore iniziale.
Con riferimento alla mancata iscrizione camerale della capogruppo in Ati ai servizi di pulizia ospedaliera, il Consiglio di Stato ritiene che tale motivo non merita accoglimento.
Al riguardo è sufficiente rilevare che la attività di pulizia annoverata nell'oggetto sociale della società aggiudicataria comprende le pulizia presso qualsiasi edificio.
Né la attività di pulizia della società prima aggiudicataria in Ati nella visura camerale è indicata come attività secondaria, in quanto in tale visura si evidenzia che la attività di pulizia è prevalente, accanto alla attività relativa ai servizi di software. Inoltre l'identificazione dell'attività prevalente non può essere basata sui codici Ateco sia perché il disciplinare non menzionava il sistema di codifica Ateco, sia perché tale sistema ha funzione statistica in quanto finalizzato ad indicare l'attività nella domanda di iscrizione nel registro delle imprese, senza alcun rilievo sulla connotazione come attività prevalente o accessoria.
Con riferimento alla dimostrazione della capacità economico finanziaria di cui all'articolo 41 del Dlgs 163/2006 , il triennio da prendere in considerazione per verificare la sussistenza del requisito è quello solare decorrente dal 1° gennaio e ricomprende i tre anni solari antecedenti la data del bando, in quanto la norma fa riferimento alla nozione di esercizio inteso come anno solare, mentre per la capacità tecnica e professionale di cui all'articolo 42 «il triennio di riferimento è quello effettivamente antecedente la data di pubblicazione del bando e, quindi, non coincide necessariamente con il triennio relativo al requisito di capacità economico finanziaria».


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