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Impianti fognari, ordinanza del sindaco lecita solo se c'è urgenza

di Luana Tagliolini

Il provvedimento del sindaco, con il quale ordina al condominio di ripristinare le condizioni dell'impianto fognario per ragioni igienico-sanitarie – a tutela della salute e della pubblica incolumità – deve essere emesso purché sia stato accertato, con ragionevole precisione e determinatezza, l'incombente pericolo di un danno grave alla pubblica incolumità, che non sia possibile prevenire o impedire con il ricorso ai normali mezzi apprestati dall'ordinamento.

I fatti
Con tale principio il Tar Lazio (sezione II di Roma, sentenza del 18 febbraio 2015 n. 2773) annullava il provvedimento con il quale il sindaco aveva ordinato – a due condomini e al nudo proprietario di un bar – di procedere alla esecuzione di lavori necessari al ripristino della rete fognaria privata condominiale e di altre opere edili. Tale provvedimento era stato emesso a seguito di una sollecitazione pervenuta dalla Ausl che aveva ravvisato una problematica igienico-sanitario. I due Complessi edilizi (che avevano in comune la proprietà della rete fognaria) impugnavano il provvedimento del sindaco.
Dall'analisi degli atti risultava che non sussistevano i presupposti di gravità né di imprevedibilità e imminenza del pericolo né ragioni che impedivano il ricorso agli strumenti ordinari previsti dall'ordinamento, per cui l'adozione del provvedimento del sindaco si era fondato, a parere del Tribunale, su una mera probabilità del verificarsi di un inconveniente igienico sanitario senza nessun accertamento in concreto della sua entità, della ragionevolezza e verosimiglianza del pericolo.

La decisone
Il Tar, nell'annullare l'ordinanza impugnata, ha precisato, infine, che il presupposto di fatto dal quale scaturisce l'ordinanza è così generico da non consentire neppure di apprezzare l'esistenza di specifiche ragioni che, in concreto, legittimino l'autorità sanitaria locale ad intervenire nel contesto condominiale anche in relazione alle responsabilità tra privati.


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