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Fondo accessorio, infortunio in itinere, Ape e assunzioni

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Abrogazione della riduzione del fondo in base ai dipendenti cessati
La Corte dei conti della Toscana con deliberazione n. 4/2018/PARci ricorda che dal 2017 non devono più operarsi decurtazioni al trattamento accessorio in ragione della riduzione di personale. Il mancato richiamo da parte dell'articolo 23, comma 2, del Dlgs 75/2017 alla riduzione del fondo in ragione della diminuzione del personale e di quello assumibile - e il regime speciale previsto per gli enti locali che non hanno rispettato il patto di stabilità interno del 2015 - costituiscono aspetti della recente disciplina che connotano le modalità applicative del nuovo tetto di spesa senza incidere sulla struttura di fondo del meccanismo di calcolo con il quale, dal 2011, il legislatore ha inteso congelare le risorse per la contrattazione integrativa. Dunque, la mancata indicazione dell'obbligo di ridurre in maniera proporzionale alle cessazioni di personale il fondo per la contrattazione integrativa sarebbe riconducibile alla volontà del legislatore di non diminuire il fondo per la contrattazione integrativa.

Infortunio in itinere e “occasione di lavoro”
In tema di infortunio in itinere, «l'occasione di lavoro di cui all'art. 2 Testo Unico n. 1124 del 1964, non prevede necessariamente che l'infortunio avvenga durante lo svolgimento delle mansioni lavorative tipiche in ragione delle quali è stabilito l'obbligo assicurativo, essendo indennizzabile anche l'infortunio determinatosi nell'espletamento dell'attività lavorativa ad esse connessa, in relazione a rischio non proveniente dall'apparato produttivo ed insito in una attività prodromica e comunque strumentale allo svolgimento delle medesime mansioni, anche se riconducibile a situazioni ed attività proprie del lavoratore (purché connesse con il solo limite in quest'ultima ipotesi del cd. rischio elettivo». È questo quanto affermato dalla Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 2838/2018, con la quale ha riconosciuto la legittimità della domanda di un soggetto volta a ottenere l'indennizzo, per tutti i danni riportati a seguito di un infortunio in itinere subito. La Cassazione sottolinea come l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, in attuazione dell'articolo 38 della Costituzione, dà rilievo non già, restrittivamente, al cosiddetto rischio professionale, come tradizionalmente inteso, ma a tutti gli infortuni in stretto rapporto di connessione con l'attività protetta.

Istruzione operative per l'Ape volontario e simulatore online
L'Inps, con la circolare n. 28/2018, ricorda che, in via sperimentale, dal 1 maggio 2017 al 31 dicembre 2019, gli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive ed esclusive nonché alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 335/1995, in possesso dei prescritti requisiti, possono chiedere all'istituto finanziatore, per il tramite dell'Inps, l'anticipo finanziario a garanzia pensionistica (Ape) da restituire in venti anni mediante trattenute mensili su pensione. Con la circolare, visto il nulla osta espresso dal ministero del Lavoro con nota n. 946/2018, l'Istituto fornisce le istruzioni per l'applicazione della normativa di riferimento, di cui all'articolo 1, commi da 166 a 178 e 193, della legge 232/2016 (legge di bilancio 2017), come modificato dall'articolo 1, comma 162, lettera a), della legge 205/2017 (legge di bilancio 2018).
Si segnala, inoltre, che dal 13 febbraio scorso, è online sul sito dell'Inps il simulatore che permette, a chi vuole fare domanda per l'anticipo pensionistico volontario, di calcolare l'importo mensile dell'anticipo finanziario, la durata e la rata di rimborso mensile che sarà decurtata dalla pensione.

Capacità assunzionale anticipata
È possibile avviare un'assunzione di personale già nel 2018, anno della cessazione, in relazione ad uno spazio assunzionale che verrebbe a realizzarsi al 1° gennaio 2019?
Conla deliberazione n. 4/2018/PAR, la Corte dei conti del Friuli-Venezia Giulia sostiene che il meccanismo ipotizzato dall'ente, sostanzialmente fondato sulla possibilità di non rispettare il riferimento temporale stabilito dalla legge (basato sulla ricognizione delle cessazioni avvenute in un determinato anno per costruire la base su cui calcolare il budget al primo gennaio dell'anno successivo), non può ritenersi applicabile.
Il meccanismo di calcolo si basa sulla capacità assunzionale standard parametrata sulle cessazioni dell'anno precedente che viene di volta in volta modulata dal legislatore attraverso parametri eterodeterminati (evidentemente volti al governo dell'andamento della spesa) e quindi una gestione delle assunzioni con cadenza infrannuale, come quella ipotizzata dall'ente richiedente, difetterebbe di quei caratteri di certezza e confrontabilità tra enti che risultano caratteristiche necessarie ai fini di una rigorosa generale attività di programmazione improntata al contenimento della spesa.