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Contributi previdenziali, autoliquidazione Inail, assenze e buona fede del dipendente

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Autoliquidazione Inail 2017/2018

L'Inail, con la nota operativa del 22 gennaio 2018, ha fornito le istruzioni relative all'autoliquidazione annuale dei premi 2017/2018, nelle quali si evidenziano novità e scadenze.

Assenze e buona fede del dipendente
Non può essere licenziata la dipendente che si è assentata dal lavoro per gravi motivi familiari (ricovero del padre per infarto) la quale, tuttavia, abbia provveduto ad avvisare il datore di lavoro circa la volontà di usufruire di un periodo di congedo per ferie.
La Corte di cassazione - sezione lavoro - con sentenza del 19 gennaio 2018 n. 1378, ha confermato l'illegittimità della sanzione espulsiva irrogata dall’ente locale, sottolineando che, anche ritenendo che l’istanza di ferie non fosse stata presentata, la ricostruzione degli accadimenti non consentiva di configurare nella condotta della dipendente un’assenza arbitraria e ingiustificata, espressione di atteggiamento incurante e disinteressato ma, piuttosto, la violazione di regole imposte dalla parte datoriale sulla richiesta di ferie, in una situazione di emergenza nella quale la lavoratrice aveva comunque avvisato la società, ricevendo rassicurazioni in tal senso.

Minimali di retribuzione per le contribuzioni previdenziali 2018
Con un'unica circolare del 26 gennaio 2018 n. 13, l’Inps ha determinato per l’anno in corso il limite minimo di retribuzione giornaliera, e ha aggiornato gli altri valori, per il calcolo di tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza e assistenza sociale per la generalità dei lavoratori dipendenti. In particolare, con il provvedimento l'Istituto fornisce indicazioni in merito a:
1. Minimali di retribuzione giornaliera per la generalità dei lavoratori dipendenti;
2. Minimale di retribuzione per il personale iscritto al Fondo volo;
3. Minimale contributivo per le retribuzioni convenzionali in genere;
4. Minimale di retribuzione ai fini contributivi per i rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale;
5. Quota di retribuzione soggetta all'aliquota aggiuntiva dell' 1%;
6. Massimale annuo della base contributiva e pensionabile;
7. Limite per l'accredito dei contributi obbligatori e figurativi;
8. Importi che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente;
9. Rivalutazione dell'importo a carico del bilancio dello Stato per prestazioni di maternità obbligatoria;
10. Lavoratori dello spettacolo: valori per il calcolo del contributo di solidarietà, dell’aliquota aggiuntiva 1% e massimali giornalieri;
11. Sportivi professionisti: valori per il calcolo del contributo di solidarietà, dell’aliquota aggiuntiva 1% e massimali giornalieri;
12. Datori di lavoro iscritti alla gestione pubblica.

Assegni familiari e quote di maggiorazione pensione
L'Inps, con la circolare del 24 gennaio 2018 n. 10, ha chiarito alcuni aspetti in materia di assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione per il 2018.
In particolare, l’Istituto ha ricordato che dal 1° gennaio 2018 sono stati rivalutati sia i limiti di reddito familiare ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni e delle quote di maggiorazione di pensione, sia i limiti di reddito mensili per l’accertamento del carico ai fini dei diritto agli assegni stessi.

Differenza tra peculato e truffa
«La differenza di fondo fra le fattispecie disciplinate, rispettivamente, dall’articolo 314 e dall’articolo 640 codice di procedura penale, risiede nel fatto che nel delitto di peculato il possesso e la disponibilità del denaro per determinati fini istituzionali è un antecedente della condotta incriminata, mentre nella truffa l'impossessamento della cosa è l'effetto della condotta illecita: donde il corollario per cui è al rapporto tra possesso, da una parte, ed artifizi e raggiri, dall’altra, che deve aversi riguardo, nel senso che, qualora questi ultimi siano finalizzati a mascherare l’illecita appropriazione da parte dell’agente del denaro o della res di cui già aveva legittimamente la disponibilità per ragione del suo ufficio o servizio, ricorrerà lo schema del peculato; qualora, invece, la condotta fraudolenta sia posta in essere proprio per conseguire il possesso del denaro o della cosa mobile altrui, sarà integrato il paradigma della truffa aggravata».
Questi i principi affermati dalla Corte di cassazione – penale, sezione VI – con sentenza del 6 dicembre 2017 n. 57521, con la quale ha confermato la condanna per i reati di peculato, falso materiale e ideologico in atto pubblico, falso in documenti informatici e accesso abusivo al sistema informatico, di due dipendenti di una società in house, i quali avevano elaborato un sistema consistente nel selezionare utenti - ai quali spesso i due imputati erano legati da pregressi rapporti di amicizia o fiducia - per poi proporre agli stessi la possibilità di pagare le bollette per il consumo idrico direttamente presso di loro, in contanti.


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