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Divieto di assumere, assenze per malattia, nuovi modelli dichiarazioni dei redditi

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Mancata/tardiva approvazione documenti contabili e assunzioni
Interrogata sulla possibilità di derogare alla sanzione prevista dall’articolo 9, comma 1-quinquies, del Dl 113/2016 (che ha introdotto il divieto totale di assumere in caso di mancato rispetto dei termini per approvare e inviare alla banca dati delle Pa determinati documenti contabili) per reclutare personale da inserire nella segreteria degli organi politici e di un portavoce del presidente del Consiglio regionale, in qualità di figure non affidatarie di funzioni amministrative proprie dell’ente, la Corte dei conti dell’Abruzzo ha espresso parere negativo.
Con la delibera del 19 gennaio 2018 n. 12, infatti, la Sezione regionale spiega che nella misura in cui la legge vieta sia le «assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto» sia la stipula di «contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi” del divieto, emerge cristallina la finalità: precludere ogni e qualsivoglia «spesa per il personale», quand’anche non riconducibile a una «nuova assunzione» in senso stretto, bensì a un suo «surrogato elusivo» (come nel caso della stipula dei contratti di servizio onerosi con soggetti privati).

Approvazione dei modelli da parte dell'Agenzia delle Entrate
Con il comunicato del 15 gennaio 2018, l’agenzia delle Entrate ha comunicato di aver approvato i modelli 2018 per: 730, 770, certificazione unica, Iva e Iva 74-bis, certificazione degli utili e dei proventi equiparati (Cupe). Sono allegate anche le relative istruzioni.
Tra le principali modifiche, l’ingresso nei modelli 730 e CU di cedolare secca per le locazioni brevi e dei premi di risultato e del welfare aziendale.
Nel modello Iva, invece, trovano spazio le ultime novità in materia di Iva di gruppo e split payment.

Assenza per malattia e condotta lavoratore
L'espletamento di altra attività, lavorativa ed extralavorativa, da parte del lavoratore durante lo stato di malattia è idoneo a violare i doveri contrattuali di correttezza e buona fede nell'adempimento dell'obbligazione e a giustificare il recesso del datore di lavoro, tuttavia, solo laddove si riscontri che l'attività espletata costituisca indice di una scarsa attenzione del lavoratore alla propria salute e ai relativi doveri di cura e di non ritardata guarigione, oltre a essere dimostrativa dell’inidoneità dello stato di malattia a impedire, comunque, l'espletamento attività ludicche o lavorative.
Questo il principio fissato dalla Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza del 18 gennaio 2018 n. 1173, relativa al caso di un lavoratore che, assente per malattia, aveva svolto una moderata attività fisica (brevi passeggiate e bagni di mare), ritenuta dal proprio datore compromettente la guarigione e, dunque, passibile di licenziamento. Di fatto viene accertato che la moderata attività fisica svolta dal lavoratore non è incompatibile con il recupero degli esiti della patologia (distorsione al ginocchio) e viene rinvenuto che, nel periodo di convalescenza, non sono emersi comportamenti contrari ai doveri di buona fede e correttezza nell'esecuzione del rapporto di lavoro.

Mancata presentazione svolgimento prove orali
«L'interesse del ricorrente all’annullamento della graduatoria finale del concorso non sussiste, poiché il suo mancato inserimento in graduatoria non è conseguenza degli asseriti vizi della procedura concorsuale, bensì della sua libera scelta di non sottoporsi alle prove orali: pur collocato utilmente nella graduatoria provvisoria dopo l'espletamento delle prove scritte, quindi ammesso alle prove orali, egli ha infatti ritenuto di non parteciparvi. In seguito a questa mancata partecipazione è venuta per lui meno la possibilità di essere utilmente collocato nella graduatoria finale».
È questa la conclusione del Consiglio di Stato - sezione V - con sentenza del 11 gennaio 2018 n. 125 sul ricorso promosso da un soggetto che dopo aver superato con esito positivo le prove scritte di una procedura selettiva, non si era presentato alla prova orale, lamentando alcuni vizi della procedura nonché l'illegittimità della composizione della commissione.
Soltanto la partecipazione alle prove orali avrebbe consentito di verificare – attualizzandole - le conseguenze effettivamente e direttamente pregiudizievoli per il candidato delle asserite pregresse illegittimità procedurali. Tuttavia, non essendosi presentato alle prove orali, il soggetto non poteva avere interesse a impugnare i verbali relativi allo svolgimento di queste prove, il cui andamento era del tutto indifferente rispetto all’esclusione disposta per la mancata presentazione, la quale non sarebbe venuta meno anche ove le relative doglianze sui vizi della procedura fossero state ritenute fondate.


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