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Salario accessorio, termini prestazioni previdenziali e quote lavoratori disabili

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Regime pagamenti prestazioni Inps e Inail dal 2018
La legge di bilancio 2018 ha modificato il calendario dei pagamenti delle prestazioni previdenziali corrisposte dall'Inps, dei trattamenti pensionistici, degli assegni, pensioni e le indennità di accompagnamento erogati agli invalidi civili, delle rendite vitalizie dell'Inail.
Il nuovo calendario è stato riassunto e spiegato dall’Inps nel messaggio del 4 gennaio scorso n. 20.

Nuove modalità di rivalutazione delle pensioni e delle prestazioni assistenziali con i relativi pagamenti
Nella circolare del 21 dicembre 2017 n. 186 («Rinnovo delle pensioni, delle prestazioni assistenziali e delle prestazioni di accompagnamento alla pensione per l’anno 2018»), l'Inps ha ricordato i criteri e le modalità applicative della rivalutazione delle pensioni, delle prestazioni assistenziali e l’impostazione dei relativi pagamenti, nonché le modalità gestionali delle prestazioni di accompagnamento alla pensione per il 2018.

Spese di personale, inderogabilità del limite al salario accessorio
Consente ancora l’articolo 23, comma 3, del Dlgs 75/2017 di procedere a uno straordinario aumento del fondo per le politiche di sviluppo delle risorse umane e per la produttività, in base all'articolo 15, comma 5, del Ccnl 1° aprile 1999? Tale incremento è in deroga alla limitazioni al trattamento accessorio?
Alle domande di un Comune risponde la Corte dei conti dell’Abruzzo con la deliberazione n. 173/2017/PAR sottolineando come, già sul piano dell’esegesi letterale, non risulta che il comma 3, articolo 23, del Dlgs 75/2017 possa essere inteso quale disposizione derogatoria rispetto al tetto fissato dal comma 2 della stessa disposizione. La norma, si apre con l'inciso «Fermo restando il limite delle risorse complessive previsto dal comma 2» e dunque, sul piano del diritto positivo, è ribadita la non derogabilità dell’ammontare complessivo per il 2017 2017 del tetto delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale.
Inoltre, la Corte non condivide l’ulteriore presupposto da cui muove la richiesta di parere laddove domanda se l’articolo 23, comma 3 «consenta ancora» di procedere a uno straordinario aumento del fondo «in deroga» al limite calcolato sul corrispondente importo determinato per il 2016 in quanto la giurisprudenza erariale aveva escluso che la disciplina contrattuale prevista dall'articolo 15, comma 5, Ccnl 1 aprile 1999 potesse operare, appunto, in funzione derogatoria rispetto ai limiti stabiliti dalla legge.

Compensi per componente/segretario collegio arbitrale o collaudatore e limiti al salario accessorio
L'articolo 61 del Dl 112/2008, convertito dalla legge 133/2008, prevede che il 50% del compenso spettante al dipendente pubblico in qualità di componente o di segretario di collegio arbitrale o come collaudatore in relazione a contratti pubblici di lavori, servizi o forniture, vada riversato al Comune di provenienza che ne ha autorizzato l'incarico.
La Corte dei conti del Veneto, con deliberazione del 5 gennaio 2018 n. 1/PAR, ritiene che le somme riversate al Comune di provenienza che autorizza l’incarico, destinate al finanziamento del fondo per il trattamento economico accessorio delle amministrazioni di provenienza del personale incaricato, non rientrino tra le somme soggette al limite del trattamento accessorio dell’ente.
A tale conclusione si arriva in base ai principi espressi dalla giurisprudenza contabile, in particolare nella delibera n. 51/2011 delle Sezioni riunite, secondo cui il criterio fondato sull'esclusione delle risorse di alimentazione dei fondi dai limiti vigenti opera per le sole somme destinate a remunerare prestazioni professionali tipiche di soggetti individuati o individuabili e che peraltro potrebbero essere acquisite attraverso il ricorso all’esterno dell’amministrazione pubblica con possibili costi aggiuntivi per il bilancio dei singoli enti.

Quote d’obbligo lavoratori disabili in Conferenza Unificata
Nella Conferenza unificata del 21 dicembre 2017è stato raggiunto l'accordo su alcuni problemi applicativi relativi al computo delle quote d'obbligo per i lavoratori disabili. Nel documento sono chiarite alcune fattispecie che hanno dato adito nel corso degli anni a interpretazioni difformi e difficoltà operative. In modo particolare sono definiti:
- le corrette modalità di computo della quota d’obbligo nell’ambito di amministrazioni che esercitano la gestione associata di funzioni e servizi attraverso Unioni di Comuni;
- l’applicabilità della disciplina contenuta nell'articolo 4, commi 3-bis e 4, della legge 68/1999, anche alle amministrazioni pubbliche (computo nella quota di riserva dei lavoratori, già disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio e di coloro che divengono disabili nello svolgimento delle proprie mansioni).


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