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Voucher lavoro accessorio, somme indebite percepite e nomina direttore in pensione

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Ulteriori precisazioni per i voucher del lavoro accessorio
Il termine ultimo per utilizzare i voucher - 31 dicembre 2017 - non potrà essere superato nemmeno se la prestazione di lavoro accessorio da retribuire inizia quest'anno e prosegue nel 2018. È quanto contenuto nel messaggio Inps del 28 novembre 2017 n. 4752(«Limiti utilizzo buoni di lavoro accessorio di cui al Decreto legislativo n. 81/2015»).
Va ricordato che dal 17 marzo non è più possibile acquistare i voucher per pagare le prestazioni di lavoro accessorio a causa dell'abrogazione della relativa normativa e l'introduzione di quella sul lavoro occasionale. Tuttavia, fino al prossimo 31 dicembre, i voucher richiesti prima del 17 marzo possono ancora essere utilizzati nel rispetto della normativa abrogata e, nella relativa procedura informatica, i committenti d'ora in avanti non potranno inserire prestazioni che iniziano o finiscono dopo il 31 dicembre 2017.

Principio di onnicomprensività della retribuzione e somme indebite
«Il principio di onnicomprensività della retribuzione, affermato dagli articoli 24, comma 3 e 27, comma 1 del Dlgs 165/2001 opera inderogabilmente in tutti i casi in cui l'attività svolta sia riconducibile a funzioni e poteri connessi all'ufficio ricoperto e a mansioni cui il dirigente è obbligato, rientrando nei normali compiti di servizio, salvi i soli incarichi retribuiti a titolo professionale dall’amministrazione in base a una norma espressa che gliene attribuisca il potere, sempre che ciò non costituisca comunque espletamento di compiti di istituto».
Lo ha ribadito la Sezione lavoro della Cassazione con l’ordinanza del 15 novembre 2017 n. 27111, in relazione al giudizio inerente la ripetibilità di alcune somme indebitamente erogate da un ente (previa deliberazione di giunta) a un proprio dirigente, a titolo di:
- indennità di reperibilità;
- diritti di rogito;
- straordinari, in occasione di consultazioni elettorali;
- indennità “di area”.
Con riferimento a tale ultimo emolumento, inoltre, la Cassazione ha rilevato come l'erogazione dell'indennità «di area» fosse da ritenersi indubitabilmente illegittima, trattandosi di istituto non previsto dalla legge, né dalla contrattazione collettiva nazionale.

Installazione impianti di video sorveglianza
L'Ispettoraton azionale del lavoro ha diramato indicazioni operative per rendere più celeri le procedure di autorizzazione per l'installazione di impianti audiovisivi, all'interno del luoghi aziendali, nei casi in cui le videocamere o fotocamere si attivino esclusivamente con l'impianto di allarme inserito.
In particolare, con la nota protocollo del 28 novembre 2017 n. 299l’Ispettorato ha ricordato che non sussiste alcuna possibilità di controllo «preterintenzionale» sul personale da parte del datore di lavoro e, pertanto, non vi sono motivi ostativi al rilascio del provvedimento.
In relazione all'esigenza di celerità nell'attivazione degli impianti audiovisivi e di altri strumenti di controllo, il rilascio del provvedimento autorizzativo, quindi, dovrà avvenire in tempi assolutamente rapidi, stante l'inesistenza di qualunque valutazione istruttoria.

Nomina direttore generale personale in quiescenza
Risponde di danno erariale l’amministratore di un ente che proceda a nominare direttore generale l'ex segretario collocato a riposo per raggiunti limiti di età, in violazione del divieto di conferire incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza (articolo 6, comma 1, del Dl 90/2014).
Lo ha stabilito la Corte dei conti della Puglia con la sentenza del 20 novembre 2017 n. 483, con la quale ha condannato gli amministratori, il segretario generale e i funzionari di una Provincia a risarcire un danno erariale per aver concorso alla nomina illegittima del direttore generale dell'ente. La Sezione ha respinto la ricostruzione della difesa secondo cui il direttore generale non sarebbe configurabile quale figura dirigenziale, rilevando che nel vigente quadro normativo lo stesso ha il compito «di attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi dell'ente, secondo le direttive impartite dal sindaco o dal presidente della provincia, e di sovrintendere alla gestione dell'ente, perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza».


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