Home  › Personale

Prestazioni occasionali, sanzioni disciplinari, acquisto voucher e trasferimenti

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Nuove prestazioni occasionali
L'articolo 54-bis del Dl n. 50/2017 ha dato la possibilità anche alle pubbliche amministrazioni di avvalersi, ma solo in determinati e precisi casi, delle prestazione di lavoro occasionale che hanno soppiantato i “vecchi” voucher del lavoro accessorio. L'Inps, il 30 ottobre 2017, ha pubblicato un vademecum che riepiloga la procedura di registrazione a PrestO, la piattaforma telematica predisposta sul sito dell'istituto per le prestazioni di lavoro occasionale, e gli adempimenti da rispettare. L'Istituto precisa che, in alcuni punti, la rigidità della procedura è dettata dalla necessità di «adeguare i singoli passaggi procedurali al dettato normativo, i cui cardini sono la totale automatizzazione/tracciabilità delle transazioni e la tutela del prestatore di lavoro».

Sanzione per gravi e reiterati omissioni e ritardi istruttori
È legittima la sanzione disciplinare di otto giorni di sospensione dal servizio, con privazione della retribuzione, irrogata da un ente nei confronti di un vice comandante di polizia municipale, per omissioni e ritardi nella gestione dell'istruttoria di numerosi ricorsi amministrativi (circa trecento pratiche) avverso la contestazione della violazione delle norme del codice della strada, ai sensi dell'articolo 3, comma 4 lettera c) del Contratto collettivo nazionale di lavoro vigente per i dipendenti delle regioni e delle autonomie locali, con le aggravanti previste dallo stesso per il ritardo nell'esecuzione delle disposizioni di servizio e per il danno economico e di immagine causato dal disservizio.
È questo, quanto affermato dalla Corte di cassazione civile, sezione lavoro, con sentenza n. 25378/2017, relativamente alla conferma della sanzione disciplinare irrogata da un ente a un proprio dipendente, per aver omesso e ritardato l'istruttoria di numerose pratiche dell'ufficio con conseguente danno per l'ente, peraltro, riconosciuto anche in sede di giudizio contabile.
Uno dei punti chiave delle sentenza riguarda il fatto che era emerso che tali omissioni avevano reso impossibile alla prefettura assumere le proprie conseguenti determinazioni entro i termini di legge, causando un danno economico al Comune, per il quale il soggetto era già stato riconosciuto colpevole dalla Corte dei conti, con sentenza che aveva indotto l'ente ad aprire il procedimento disciplinare, e ledendo la credibilità dell'amministrazione in quanto condotte idonee a ingenerare il sospetto di illeciti favoritismi.

Recupero dei versamenti per acquisto voucher
Come fanno gli enti a recuperare le eventuali somme versate per acquistare i voucher del lavoro accessorio dopo il 17 marzo 2017?
Con ilmessaggio n. 4405 del 7 novembre 2017, l'Inps ha fornito i chiarimenti necessari in merito alle domande di rimborso per i versamenti da lavoro accessorio, effettuati in data successiva all'entrata in vigore del Dl n. 25/2017.
In particolare, l'Istituto illustra che, in riferimento ai voucher telematici (la cui normativa di riferimento è stata abrogata con Dl n. 25/2017, convertito in legge n. 49/17), con messaggio Hermes n. 1652/2017 era stato precisato che i versamenti effettuati tramite bollettino postale, bonifico, modello F24 e Portale dei pagamenti in data successiva al 17 marzo 2017 non potevano essere utilizzati e sarebbero stati rimborsati a cura delle strutture territoriali dell'Istituto, previa verifica del regolare afflusso dei fondi.
Pertanto, i committenti interessati possono presentare domanda di rimborso presso le sedi utilizzando il modello SC52, il quale dovrà essere protocollato a opera della struttura territoriale che l'ha ricevuto.
I committenti devono, inoltre, allegare la ricevuta del versamento per tutti i tipi di pagamento, ad eccezione dei pagamenti effettuati mediante modello F24, per i quali la predetta allegazione è meramente facoltativa. Solamente la sede che ha preso in carico l'istanza potrà effettuare la liquidazione, in analogia con le procedure standard di rimborso.

Trasferimento per esigenze organizzative
IlConsiglio di Stato - sezione V - con la sentenza n. 4796/2017, ha esaminato il ricorso di un dipendente pubblico avverso il diniego al trasferimento ex articolo 33, comma 5, della legge n. 104/1992 oppostogli dall'amministrazione d'appartenenza per ragioni organizzative.
I giudici confermano l'orientamento secondo cui spetta, in via esclusiva all'amministrazione, valutare, nel bilanciamento dei contrapposti interessi in gioco (l'assistenza del disabile e il buona andamento della Pa), la prevalenza dell'interesse pubblico per prioritaria tutela del buon funzionamento degli uffici dell'amministrazione.
Conseguentemente, il beneficio può essere negato, in considerazione delle esigenze di servizio della struttura di provenienza o di destinazione, anche in relazione alle esigenze fatte valere dall'interessato.
Secondo il Collegio, del resto, tale evenienza interpretativa sarebbe confermata proprio dall'inciso «ove possibile», contenuto nella predetta disposizione normativa che, nel settore del pubblico impiego, significa, avuto riguardo alla qualifica rivestita dal pubblico dipendente, che deve sussistere la disponibilità del posto in ruolo nella dotazione di organico della sede di destinazione affinché la Pa possa provvedere al proficuo utilizzo del dipendente che chiede il trasferimento. Pertanto, il soggetto deve trovare utile collocazione organica nell'ambito della sede richiesta, in ragione dell'incarico posseduto.


© RIPRODUZIONE RISERVATA