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Polizza assicurativa, assegno familiare, personale società partecipate e cumulo pensione

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Polizza assicurativa del personale e danno erariale
«La copertura assicurativa anche dei danni erariali che amministratori e dipendenti dell'ente pubblico potrebbero essere chiamati a risarcire in conseguenza della loro responsabilità amministrativa e contabile nei confronti dell'ente stesso o di altri enti pubblici, con oneri a carico dell'ente medesimo, non è legittima, con conseguenze di danno erariale per l'importo dei relativi premi di polizza posti a carico del bilancio dell'ente». La Corte dei conti - sezione giurisdizionale per la Toscana, con la sentenza n. 243/2017 ha fissato questo principio in relazione al giudizio erariale nei confronti del direttore di un ente il quale aveva stipulato una polizza assicurativa volta a coprire la responsabilità civile verso terzi dei propri amministratori, dipendenti e del collegio di revisione, nonché la responsabilità amministrativo-contabile.
Tra i vari motivi che hanno portato a tale conclusione vi è anche la precisazione che l'assicurabilità di tale tipo di rischi contrasterebbe con il carattere personale della responsabilità amministrativa, di cui all'articolo 1 della legge 20/1994 e con l'articolo 28 Costituzione, il quale dispone che i funzionari e dipendenti degli enti pubblici sono direttamente responsabili «secondo le leggi civili, penali e amministrative», con conseguente esclusione della possibilità di estensione d tale ultima forma di responsabilità all'ente.
Pertanto, nel caso in esame, è stato riconosciuto sussistente il danno erariale, in misura pari a dieci volte l'ammontare dei premi complessivamente stabiliti nel contratto di assicurazione illegittimo, ai sensi dell'articolo 3, comma 59, della legge 244/2007.

Conguaglio assegno nucleo familiare
Con il messaggio n. 4283 del 31 ottobre 2017, sono state fornite dall'Inps le indicazioni operative in merito al conguaglio degli arretrati riferiti all'Assegno nucleo familiare (Anf). L'istituto spiega, innanzitutto, che l'Anf spetta ai nuclei familiari dei lavoratori dipendenti iscritti alle casse gestite dall'Inps, che l'importo dell'assegno è calcolato in relazione alla composizione del nucleo familiare e ai redditi da lavoro dipendente dichiarati e viene corrisposto dal datore di lavoro al lavoratore dipendente che ha presentato all'azienda l'apposito modello di richiesta con cui è resa una dichiarazione di responsabilità, ai sensi del Dpr n. 445/2000.
I redditi si riferiscono all'anno solare precedente a quello della richiesta di Anf e l'assegno decorre dal mese di luglio dell'anno di richiesta fino a giugno dell'anno successivo. Se la domanda viene presentata per uno o per più periodi pregressi, gli arretrati spettanti vengono corrisposti entro cinque anni, secondo il termine di prescrizione quinquennale.

Utilizzo “diretto” personale delle partecipate
Un Comune ha chiesto alla Corte dei conti della Sicilia:
1. se sia possibile utilizzare - da parte dell'ente stesso - personale assunto da una società consortile per azioni mediante l'istituto del distacco o del comando;
2. se il costo di tale personale vada incluso nelle spese di personale rilevanti ai fini del rispetto del parametro di cui all'articolo 1, commi 557 e seguenti, della legge 296/2006.
I magistrati contabili, con la deliberazione n. 177/2017/PAR precisano, fin da subito che i dipendenti assunti da tale società non possono considerarsi dipendenti pubblici, sicché ad essi non può applicarsi la disciplina del comando né quella del distacco. Inoltre, i giudici siciliani, aggiungono che alle società partecipate non possono applicarsi neppure gli altri istituti sulla mobilità del pubblico impiego (al riguardo, viene evidenziato che la mobilità del personale delle società partecipate è specificamente disciplinata dall'articolo 19 del Dlgs n. 175/2016, che contiene una regolamentazione puntuale, per cui non è applicabile l'articolo 30 del Dlgs 165/2001, che si occupa della mobilità nel pubblico impiego).
Con riferimento al secondo quesito, invece, rileva come, alla luce dell'articolo 1 comma 557 della legge 296/2006, emerga l'ampiezza del concetto di «spese di personale», atteso che il legislatore ha inteso conseguire gli obiettivi del contenimento e dell'accurata programmazione di tale spesa. Dunque, qualora l'ente riuscisse a individuare una forma giuridica consentita per l'utilizzo del personale della società, la spesa in questione deve essere, comunque, computata ai fini della verifica dei parametri posti dall'articolo 1, comma 557 e seguenti, della legge n. 296/2006, tenuto conto del fatto che l'articolo 1, comma 557-bis, della medesima legge finisce per includervi gli oneri per qualsiasi prestazione di collaborazione coordinata o per qualsiasi forma di somministrazione di personale per un ente locale.

Cumulo delle pensione e redditi lavoro autonomo
L'Inps, con il messaggio n. 4189 del 25 ottobre 2017, ha fornito indicazioni operative in merito all'adempimento della dichiarazione reddituale da parte dei soggetti che usufruiscono del cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo (anno 2016).
Nel documento, sono state evidenziate le seguenti questioni:
- chi sono i soggetti inclusi e esclusi dall'obbligo;
- le tipologie di redditi da dichiarare;
- le modalità di presentazione della dichiarazione;
- il regime sanzionatorio;
- le modalità della dichiarazione a preventivo per l'anno 2017;
- le modalità di acquisizione delle dichiarazioni;
- alcune specifiche per i pensionati iscritti alla gestione dei dipendenti pubblici.


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