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Servizio civile e fisco, scavalco d’eccedenza, compensi del vicesegretario

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Trattamento fiscale per i volontari del servizio civile
Non sussistendo i presupposti necessari perché si configuri l’impiego dei volontari civili come un vero e proprio rapporto di lavoro dipendente, le somme percepite per il servizio devono essere qualificate come redditi di collaborazione coordinata e continuativa, in base all'articoilo 50, comma 1, lettera c-bis), del Dpr 22 dicembre 1986 n. 917 (Tuir), ovvero redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.
Questo quanto ribadito dall'agenzia delle Entrate con la risoluzione del 18 ottobre 2017 n. 127, relativamente a un interpello da parte di un contribuente che aveva chiesto chiarimenti sulle detrazioni per redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. Per aver espletato il servizio civile nazionale si era visto applicare un'imposta maggiore, in ragione del riconoscimento di una minore detrazione per lavoro assimilato a quello dipendente. In tale ipotesi, quindi, sui compensi erogati, il sostituto d’imposta deve: operare la ritenuta alla fonte a titolo di acconto in base all'articolo 24 del Dpr 29 settembre 1973 n. 600; rilasciare la certificazione unica e presentare la relativa dichiarazione (modello 770), in base all'articolo 4 del Dpr 22 luglio 1998 n. 322; applicare l'Irap in base al Dlgs 15 dicembre 1997 n. 446.

Utilizzo personale tramite scavalco d'eccedenza
La Corte dei conti del Lazio, con deliberazione n. 59/2017/PAR, si occupa del trattamento economico da riconoscere a un lavoratore reclutato in base all’articolo 1, comma 557, della legge 311/2004, tipologia lavorativa utilizzabile esclusivamente dai Comuni con meno di 5mila abitanti e dalle Unioni di Comuni.
Secondo i magistrati contabili «l'estrema sommarietà della fattispecie di cui al richiamato comma 557, della legge n. 311/2004 consente di integrare anche altre modalità di utilizzazione temporanea del lavoratore assimilabili, sul piano funzionale e della spesa, a forme di impiego precario».
La sezione precisa che una volta individuata, nell'ambito di una scelta responsabile, la modalità concreta di utilizzazione del dipendente di altra amministrazione, il Comune può conseguentemente provvedere alla determinazione del relativo trattamento economico, nel rispetto degli eventuali limiti di spesa normativamente disposti. Restano fermi gli obblighi di riduzione della spesa per il personale previsti dall'articolo 1, commi 557 e 562, della legge 296/2006, a garanzia dell'invarianza della spesa complessivamente considerata.

Compensi del vicesegretario
È possibile estendere la disciplina dell'articolo 45 del Ccnl dei segretari comunali e provinciali del 16 maggio 2001, quadriennio normativo 1998-2001, concernente l'istituto della retribuzione aggiuntiva per il segretario titolare di sede di segreteria convenzionata, al vice segretario nei periodi di sostituzione del segretario comunale?
L'Aran, con parere SEG_047_Orientamenti_Applicativi del 19 ottobre 2017, illustra che la specifica disciplina dell'articolo 45 richiamato è espressamente applicabile solo al segretario titolare di sedi di segreteria convenzionata e non può essere estesa a categorie di personale non destinatarie della normativa contrattuale ivi prevista.
Come regola generale, ogni categoria di personale pubblico in servizio presso enti del Comparto Regioni - Autonomie Locali è destinataria di un proprio e specifico contratto collettivo nazionale di lavoro (dirigenza, personale delle categorie e segretari comunali) e, conseguentemente, non è possibile estendere, neppure in via analogica, a una categoria di lavoratori le previsioni della contrattazione collettiva relativa ad altra. Ciò porta a escludere che una disciplina contenuta nel Ccnl dei segretari comunali possa essere estesa al personale non dirigente del comparto Regioni-Autonomie locali.

Inail: nuove procedure per una maggior sicurezza
L'Inail ha pubblicato la circolare del 17 ottobre 2017 n. 46, con la quale informa sull'adeguamento dei sistemi di autenticazione per l'accesso ai servizi on line.
L'obiettivo è innalzare gli standard di sicurezza degli accessi ai servizi on line, con particolare riguardo all'obbligo di accertare l'identità dei soggetti che accedono ai servizi e alle banche dati.
Per informare i diversi utenti coinvolti dall'attività di bonifica è stato inserito, all'accesso ai servizi on line, un messaggio informativo che fornisce indicazioni sulle operazioni da effettuare e la data prevista per la dismissione delle attuali utenze. Nello specifico, l'attività richiesta è confermare la propria identità digitale entro la data riportata nel messaggio, attraverso una di queste modalità:
– accesso con SPID;
– accesso con il PIN INPS;
– accesso con Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
– richiesta di credenziali dispositive tramite il servizio “Richiedi_credenziali_dispositive” disponibile sul portale www.inail.it.


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