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Salario accessorio, pensione anticipata, spese personale e assicurazione avvocati

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Rideterminazione fondi per salario accessorio
È esclusa la possibilità di operare con effetto retroattivo su esercizi già conclusi, rideterminando i fondi per il salario accessorio dalla data di effettivo trasferimento delle funzioni delegate. È questo uno dei principi fissati dalla Corte dei conti – Sezione delle Autonomie – con deliberazione n. 23/2017/QMIG. In particolare, il principio espresso dai giudici contabili origina dal quesito se sia possibile “rideterminare” i fondi per il salario accessorio, dalla data di effettivo trasferimento di funzioni delegate includendole nelle risorse variabili dei medesimi fondi o nell'anno 2015, annualità svincolata da specifiche limitazioni, se conseguenti a processi di riorganizzazione attuati in base alla disciplina contrattuale, o al termine dei vincoli di contenimento del trattamento accessorio così come fissati, da ultimo, dall'articolo 1, comma 236, della legge n. 208/2015. Sostanzialmente, dunque, è stato chiesto se sia possibile operare con effetto retroattivo, riconoscendo il salario accessorio, anche per le annualità pregresse, in corrispondenza del trasferimento di funzioni per delega. Secondo i magistrati contabili una ricostruzione a posteriori, quando ormai una gestione annuale è conclusa, non sembra coerente né con le norme giuscontabili, né con i principi di sana gestione finanziaria.

Pensione anticipata per addetti lavorazioni faticose e usuranti
Con il Dm Economia e Finanze del 20 settembre 2017 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 231 del 3 ottobre 2017, è stato modificato il decreto 20 settembre 2011, concernente l'accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti. Per accedere alla pensione anticipata (o, più precisamente, alla pensione di anzianità) per lavori usuranti, è necessario essere stati adibiti a tali mansioni, o a turni notturni, per un periodo almeno pari alla metà della vita lavorativa o a 7 anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa. I dipendenti pubblici, per ottenere la pensione anticipata, devono produrre una certificazione dell'ente che attesti lo svolgimento e la durata delle attività lavorative, assieme al servizio svolto e agli stipendi ricevuti.

Conteggio spese di personale finanziate dalla Regione
Alla Corte dei conti della Basilicata è stato chiesto se, ferma l'osservanza del tetto di spesa del 2009, la spesa per il servizio di prestazione sociale professionale, pagata a fattura, con fondi interamente regionali vincolati allo scopo, rientri a far parte nel computo della spesa del personale dell'ente e, quindi, nelle conseguenti limitazioni imposte dalle leggi attuali, oppure, trattandosi di un servizio indispensabile e obbligatorio per legge, venga escluso da detto computo e dalle conseguenti limitazioni.
La Sezione, con deliberazione n. 49/2017/Par del 26 settembre 2017, attenendosi all'indirizzo espresso in materia dalla Sezione delle Autonomie (deliberazione n. 21/2014/QMIG), ritiene che in assenza di una specifica previsione normativa, l'esclusione dal computo della spesa di personale ai fini della verifica del rispetto dei limiti fissati dall'articolo 1, comma 557, della legge n. 296/2006 deve considerarsi limitata, in ragione della specifica fonte di finanziamento, agli importi derivanti da contratti di assunzione, il cui costo sia totalmente finanziato a valere su fondi dell'Unione europea o privati.

Copertura assicurativa avvocati pubblici
Il Consiglio nazionale forense,con nota del 10 ottobre 2017, ha indicato che per gli avvocati degli enti pubblici la polizza assicurativa sottoscritta dall'ente di appartenenza, e prevista dal contratto nazionale del comparto, assolve l'obbligo previsto dall'articolo 12 della legge professionale e attuato dal Dm Giustizia pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'11 ottobre 2016, senza necessità di sottoscrizione di un'ulteriore copertura assicurativa da parte del singolo professionista. In particolare, l'indicazione arriva a seguito delle osservazioni avanzate dall'Unione nazionale degli Avvocati degli enti pubblici, secondo cui la specificità del ruolo rivestito da tali professionisti, dipendenti della Pa, implicherebbe un regime speciale di responsabilità, già coperte dall'assicurazione obbligatoria prevista dal contratto. Del resto, conclude il Cnf, il decreto farebbe riferimento evidente ed esclusivo agli avvocati del libero foro, tuttavia, il valore minimo dei massimali assicurativi ivi previsti deve essere assunto come parametro idoneo anche per gli avvocati pubblici.


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