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Assenze ingiustificate, mansioni superiori, reinternalizzazione dei servizi e organismi di valutazione

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Ingiustificata assenza e danno erariale
Costituisce danno erariale, corrispondente alla retribuzione indebitamente percepita, la situazione in cui il dipendente accumula ingiustificati debiti orari e giorni di assenza, come riscontrati dai tabulati delle presenze in servizio, dai quali risultino omesse, incomplete e/o “confuse” rilevazioni orarie.
Lo ha stabilito la Corte dei conti - sezione giurisdizionale per laSardegna, con la sentenza n. 114 del 20 settembre 2017, relativa al giudizio erariale nei confronti di un dipendente comunale il quale si era reso colpevole di ripetute ingiustificate assenze dal servizio, accumulando un debito orario pari a 104 giorni di assenza, a seguito delle quali veniva licenziato dall'ente di appartenenza.
Dai dati riscontrati nel sistema di rilevazione era, infatti, emerso che il dipendente non aveva assolto in modo corretto all'obbligo di timbratura, risultando, oltre a diverse presenze non certificate, anche “anomali” andamenti delle timbrature, sia in entrata che in uscita.
Nella sentenza viene illustrato come la mancata timbratura e quindi giustificazione dell'assenza, comporti l'elusione di norme destinate, per un verso, ad assicurare che il servizio pubblico si svolga in un contesto obiettivo, diretto a finalizzare e ottimizzare l'attività posta a servizio della collettività e, per altro verso, a definire la misura della prestazione dovuta dal dipendente pubblico e commisurare la retribuzione allo stesso spettante, appunto, in relazione all'orario e al tempo di lavoro effettivo, costituendo tali elementi il sinallagma contrattuale prestazione/retribuzione, che caratterizza il rapporto lavorativo.
In presenza di accertata dolosa o colposa inadempienza nella dovuta prestazione lavorativa (con riferimento, ovviamente, ad assenze non giustificate), il danno è quanto meno pari alla spesa sostenuta dall'amministrazione datrice di lavoro per la retribuzione complessivamente erogata a favore dei dipendenti pubblici, fatti salvi comunque gli ulteriori danni che possono essere stati causati, a motivo della assenza arbitraria, nella gestione dei servizi ai quali i predetti dipendenti pubblici erano addetti o preposti.

Mansioni superiori
Per l'attribuzione delle mansioni superiori serve anche il consenso del lavoratore?
Con parere RAL_1945_Orientamenti Applicativi, l'Aran ritiene che l'assegnazione del lavoratore a mansioni superiori si configura come manifestazione di un potere esercitabile in via unilaterale del datore di lavoro pubblico.
Si tratta, secondo l'Aran, di un potere che il legislatore assoggetta solo alla sussistenza delle specifiche condizioni espressamente previste dalla richiamata norma e cioè:
a) le obiettive esigenze di servizio;
b) l'esigenza di copertura di una vacanza di posto in organico (per non più di sei mesi, prorogabili fino a dodici qualora siano state avviate le procedure per la copertura dei posti vacanti) oppure quella di provvedere alla sostituzione di altro dipendente assente con diritto alla conservazione del posto.
L'Agenzia aggiunge che le disposizioni contrattuali (articolo 3, comma 3, del Contratto collettivo nazionale di lavoro del 31 marzo 1999 e articolo 8 del Contratto collettivo nazionale di lavoro del 14 settembre 2000), disciplinano in modo specifico e dettagliato la materia delle mansioni superiori, dando attuazione diretta alle previsioni dell'articolo 52, senza disporre, rispetto a quelli legali, alcun ulteriore limite o vincolo in materia al potere modificativo del datore di lavoro pubblico.

Reinternalizzazione dei servizi
La Corte dei conti dell'Emilia Romagna, con la deliberazione n. 142/2017/PAR in merito alla procedura di reintegro di un servizio precedentemente esternalizzato, ritiene di confermare le precedenti pronunce, espresse dalla giurisprudenza contabile, e riguardanti le medesime tematiche, in base alle quali:
• l'ente locale, in caso di “reinternalizzazione” di servizi precedentemente affidati a soggetti esterni, (a meno che non sia esplicitamente previsto dalla legge) non può derogare alle norme introdotte dal legislatore statale in materia di contenimento della spesa per il personale, trattandosi di disposizioni, di natura cogente, che rispondono a imprescindibili esigenze di riequilibrio della finanza pubblica per ragioni di coordinamento finanziario, connesse a obiettivi nazionali ancorati al rispetto di rigidi obblighi comunitari, e che pertanto non consentono interpretazioni additive o derogatorie, pur nella consapevolezza di alcune criticità e discrasie del sistema;
• è da escludere la possibilità di considerare virtualmente sostenuta una spesa che tale non è ai soli fini del rispetto del limite legislativamente imposto, per il seguente principio di diritto espresso dalla Sezione Autonomie con la deliberazione n. 25/2014: «A seguito delle novità introdotte dal nuovo articolo 1, comma 557-quater, della legge n. 296/2006, il contenimento della spesa di personale va assicurato rispetto al valore medio del triennio 2011/2013, prendendo in considerazione la spesa effettivamente sostenuta in tale periodo, senza, cioè, alcuna possibilità di ricorso a conteggi virtuali».

Elenco nazionale Oiv
Il Dipartimento della Funzione pubblica, con nota pubblicata il 29 settembre 2017, comunica che con il Dm 29 settembre 2017, è stato ulteriormente prorogato, al 31 dicembre 2017, il termine entro il quale non è richiesto il requisito dei sei mesi di iscrizione nell'elenco nazionale Organismo Indipendente di Valutazione (Oiv )di cui all'articolo 7, comma 3, del Dm 2 dicembre 2016, a mente del quale: «I componenti degli Oiv possono essere nominati solo tra i soggetti iscritti nell'Elenco nazionale da almeno sei mesi».


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