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Spese per previdenza complementare, demansionamento, Banca delle ore e malattia

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Limiti alla previdenza complementare della polizia locale
La «spesa per la previdenza integrativa della Polizia Municipale» va inclusa o esclusa dai limiti al trattamento accessorio attualmente disciplinato dall'articolo 23, comma 2, del Dlgs 75/2017? La Corte dei conti del Veneto, con deliberazione n. 503/2017/Parricorda, innanzitutto, il principio per cui le risorse destinate al finanziamento della previdenza integrativa, rinvenienti dal monte sanzioni amministrative ex articolo 208 del Codice della strada, non costituiscono componenti del trattamento accessorio e che, nei limiti di siffatta, specifica destinazione, le stesse non fossero soggette al vincolo, allora vigente, di cui all'articolo 9, comma 2-bis, del Dl 78/2010. Dunque, stante la rilevata sovrapponibilità del limite previsto da tale ultima disposizione a quello introdotto dall'articolo 1, comma 236, della legge di stabilità per il 2016, sotto il profilo normativo, i termini della questione non risulterebbero modificati, sicché la sopra riportata conclusione può estendersi anche all'attuale disciplina. E se così è, lo stesso si può pensare con riferimento all'articolo 23, comma 2, del Dlgs 75/2017. L'esclusione dal vincolo di spesa è fondata sulla considerazione che la spesa per la previdenza integrativa di cui all'articolo 208 non è una componente del trattamento economico, né fondamentale né accessorio e, come tale, non rientra nell'ambito di operatività del vincolo medesimo, avente a oggetto esclusivamente l'ammontare complessivo del trattamento accessorio.

Come verificare il demansionamento di un dipendente
Per la verifica delle mansioni affidate ai dipendenti, la pubblica amministrazione deve fare riferimento, come previsto all'articolo 52 del Dlgs 165/2001, solamente a un’equivalenza formale con riferimento alla classificazione prevista in astratto dai contratti collettivi, indipendentemente dalla professionalità acquisita e senza che il giudice possa sindacare in concreto la natura equivalente della mansione. Al fine di questa analisi, la Corte di cassazione civile, sezione Lavoro, con ordinanza n. 21329/2017, ricorda che il procedimento logico-giuridico non può prescindere da tre fasi successive, costituite:
• dall'accertamento in fatto delle attività lavorative in concreto svolte;
• dall’individuazione delle qualifiche e dei gradi previsti dal contratto collettivo di categoria;
• dal raffronto tra il risultato della prima indagine e le previsioni della normativa contrattuale individuati nella seconda.

Banca delle ore: come funziona?
L'Aran, con parere Ral_1946_Orientamenti Applicativi del 26 settembre 2017, ricorda che con l'istituto della Banca delle ore, i lavoratori possono utilizzare le prestazioni di lavoro straordinario effettuate sia per ottenere i relativi compensi sia per avvalersi, eventualmente, sulla base di una propria autonoma valutazione, di recuperi compensativi. Del resto, come disposto dall'articolo 38-bis citato, nella Banca delle ore ogni dipendente può avere un proprio conto individuale di cui usufruire, richiedendo espressamente all'ente di voler avvalersene e indicando la quantità di ore di lavoro straordinario che vi devono confluire, entro il limite massimo annuo definito in sede di contrattazione integrativa. Peraltro, le ore di straordinario devono essere sempre autorizzate dal competente dirigente e la loro utilizzazione da parte del lavoratore deve intervenire entro l'anno successivo a quello nel quale le prestazioni sono state effettuate. Infine, sottolinea l'Aran, le sole maggiorazioni percentuali relative alle ore di straordinario accantonate (rispettivamente il 15%, 30% e 50% a seconda che si tratti di straordinario diurno, notturno o festivo, notturno festivo) sono pagate e devono essere corrisposte al lavoratore nel mese successivo a quello nel quale sia stata resa la relativa prestazione.
Mentre il lavoratore può decidere autonomamente di utilizzare le ore accantonate nella banca:
a) sia per ottenere il pagamento dei relativi compensi; ovviamente, escluse le maggiorazioni che sono già state erogate;
b) sia per fruire di equivalenti periodi di permessi compensativi da destinare alle proprie attività formative o ad altre esigenze personali e familiari.

Licenziamento per attività svolta durante la malattia
Un lavoratore, che durante lo stato di malattia, presta il proprio ausilio saltuario al figlio, titolare di un esercizio commerciale, è legittimamente passibile di licenziamento disciplinare. È questo quanto affermato dalla Corte di cassazione civile, sezione Lavoro, con la sentenza n. 21667 /2017. L'espletamento di attività extralavorativa durante il periodo di assenza per malattia costituisce illecito disciplinare non solo se da tale comportamento derivi un'effettiva impossibilità temporanea della ripresa del lavoro, ma anche quando la ripresa sia solo messa in pericolo dalla condotta imprudente, con una valutazione di idoneità che deve essere svolta necessariamente ex ante, rapportata al momento in cui il comportamento viene realizzato. In ogni caso, sottolinea il Collegio, nel caso in esame tali requisiti non si erano concretizzati posto che il lavoratore, dipendente in un'azienda con qualifica e mansioni di autotrenista, durante il periodo di assenza dal lavoro per malattia aveva svolto semplici attività di ausilio al figlio titolare di un esercizio, quali: conduzione di un auto, spostamento di vasi, chiusura della serranda automatica del negozio. Attività, queste, ritenute dalla Corte compatibili con l'infermità riportata a seguito di un infortunio sul lavoro e consistente in una contusione alla spalla e al polso sinistro.


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