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Commissioni di concorso, ferie con la legge «104», trattamento dati personali e disabili

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Sostituzione membri della commissione concorso
Il Tar Sardegna - sezione I - nella sentenza n. 438/2017, ha dichiarato l'illegittimità degli atti adottati da un ente all'esito di un concorso pubblico, durante il quale i membri della commissione esaminatrice erano stati sostituiti dopo lo svolgimento delle prove preselettive, configurandosi una diversa composizione del collegio giudicante per la valutazione delle prove scritte e orali. Il principio che regola il meccanismo dei componenti delle commissioni di concorso è il seguente: «A tutela della par condicio dei concorrenti, per derogare alla regola dell'immutabilità della commissione giudicatrice [...] occorre che la sostituzione dei suoi componenti (totale o parziale) si imponga in connessione a vizi propri del loro procedimento di selezione o a causa di disfunzioni dell'organo (per impedimento, malfunzionamento, dissenso perdurante, inattività oltre i termini prefissati di legge o prorogati dal rettore) ovvero in caso di necessità o di particolari ragioni pratiche ed organizzative nel portare tempestivamente e compiutamente a termine il procedimento concorsuale».

Permessi ex articolo 33 della legge 104 e ferie
«Il diritto alle ferie assicurato dall'art. 36 della Costituzione garantisce il ristoro delle energie a fronte della prestazione lavorativa svolta, e tale ristoro si rende nei fatti necessario anche a fronte dell'assistenza ad un invalido, che comporta un aggravio in termini di dispendio di risorse fisiche e psichiche».
Da tale principio statuito dalla Corte di cassazione, sezione Lavoro, con ordinanza n. 14187/2017 risulta quindi illegittima la decurtazione di giorni di ferie nei confronti di un lavoratore che gode dei permessi concessi dalla legge 104/1992 per l'assistenza di un familiare disabile.

Trattamento dati personali in ambito professionale, nuovi ambiti di azione
Possibili i controlli contro la fuga di dati o la compromissione dei sistemi (ma senza spiare le comunicazioni dei dipendenti), eventuale consultazione dei social network limitata ai soli profili professionali, offerta di spazi privati su computer aziendali e servizi cloud e necessità di ulteriori basi legali rispetto al consenso per trattare i dati personali dei lavoratori. Sono queste alcune delle indicazioni date alle imprese dai Garanti europei della Privacy, riuniti nel Gruppo “Articolo 29”, al fine di sfruttare le potenzialità delle reti sociali e delle nuove tecnologie senza violare la privacy dei lavoratori. Il documento, pubblicato sul sito del Garante per la Privacy in data 25 luglio 2017 (http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/6621723) , tiene conto sia della normativa vigente sia delle novità introdotte dal Regolamento Ue 2016/679 che si applicherà a partire dal maggio 2018, e definisce un quadro dei principi fondamentali ed esempi concreti per il corretto trattamento dei dati in ambito professionale.

Disabili, reinserimento e integrazione lavorativa
L'Inail, con la circolare n. 30/2017, ha fornito le indicazioni operative in merito al regolamento per il reinserimento e l'integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro, di cui alla legge 190/2014 ( articolo 1, comma 166).


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