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Pensione anticipata, divieto di reclutamento, verbali d’esame e incentivi per funzioni tecniche

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Novità per l'Ape «sociale»
Con messaggio n. 2464/2017 l'Inps ha fornito indicazioni in merito alla presentazione delle domande ai fini dell'ottenimento dell'indennità cosiddetta «Ape Sociale» e del beneficio della riduzione del requisito di accesso al pensionamento anticipato di cui alla legge di bilancio 2017, articolo 1, commi da 179 a 186 e da 199 a 205. Sempre l'Inps, con la circolare n. 100/2017, ha fornito indicazioni in merito all'indennità di cui all'articolo 1, commi da 179 a 186, della legge 232/2016 (legge di bilancio 2017) per soggetti in particolari condizioni (c.d. Ape Sociale).

L'accesso al pensionamento anticipato per i «precoci»
Sono rese note con la circolare n. 99/2017 dell'Inpsle istruzioni operative in ordine alla disciplina della riduzione del requisito contributivo di accesso alla pensione anticipata di cui all'articolo 1, commi da 199 a 205, della legge 232/2016, recante «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019».

Divieto di reclutamento in società a controllo pubblico
Qualora l'ente socio imponga alla controllata il divieto di reclutare personale, sono da ritenersi preclusi anche i passaggi di qualifica del personale in servizio, con conseguente configurazione di danno erariale in capo a coloro che autorizzino tali procedure. Questo quanto statuito dalla Corte dei conti – sezione giurisdizionale d'appello per Sicilia, con la sentenza n. 69/2017, relativamente al caso di un società a controllo pubblico la quale, a fronte del divieto, espresso dall'ente socio, di:
- bandire concorsi;
- effettuare selezioni di personale;
- assumere personale a tempo determinato o indeterminato;
- procedere a promozioni;
aveva proceduto con delle progressioni verticali in favore di personale già in servizio, per «sanare» situazioni lavorative caratterizzate dall'espletamento di mansioni superiori.

Verbali prove d’esame non sottoscritti dal presidente della commissione
Il Tar Campania, sezione II, sede staccata di Salerno, con sentenza n. 951/2017, ha verificato la dichiarazione di illegittimità del provvedimento di esclusione di un concorrente a una procedura selettiva per il mancato superamento della prova orale, poiché il presidente della commissione non aveva sottoscritto i verbali, in violazione del principio di regolare costituzione dell'organo deliberante, da intendersi quale «collegio perfetto». Di fatto era stata dimostrata la presenza del presidente allo svolgimento delle prove orali, tuttavia, in relazione alla prova del ricorrente, risultava, altresì, provata l'obiettiva e non contestata mancanza di sottoscrizione del relativo verbale. Secondo il Tar, però, la mancata sottoscrizione, da parte del presidente della commissione giudicatrice, dei relativi processi verbali, con conseguente e presuntiva carenza nella costituzione dell'organo deliberante, in qualità di collegio perfetto, rende illegittimi i provvedimenti di che trattasi.

Incentivi per funzioni tecniche: cinque questioni
La Corte dei conti della Lombardia, con deliberazione n. 185/2017/Par esamina cinque questioni relative agli incentivi per funzioni tecniche di cui all'articolo 113 del Dlgs 50/2016, giungendo alle seguenti conclusioni:
• gli incentivi per funzioni tecniche sono da includere nel tetto dei trattamenti accessori di cui all'articolo 1, comma 236, della legge 208/2015 (si veda sezione Autonomie, delibera n. 7/2017/Qmig);
• deve essere riconosciuta la natura irretroattiva della fonte regolamentare disciplinata dalla norma; tale profilo è derogabile solo per il tramite di una norma di legge equiordinata che abiliti l'atto a produrre un tale effetto retroattivo. Nella specie, nella rilevata mancanza di una norma che autorizzi l'amministrazione comunale ad attribuire al regolamento in questione effetto retroattivo, il regolamento medesimo, in ossequio all'articolo 11 delle cosiddette « preleggi», non potrà che disporre per l'avvenire. In ogni caso, nelle more della determinazione, nell'apposito regolamento, della percentuale entro la quale destinare le risorse e dei criteri di assegnazione, è corretto accantonare le risorse medesime in misura del 2% dell'importo a base di gara, senza tuttavia provvedere alla ripartizione tra i beneficiari prima di aver approvato il regolamento suddetto;
• ai fini dell'erogazione dell'incentivo, il presupposto non sarebbe tanto quello dell'individuazione di un meccanismo di approvigionamento, effettivamente adottato dall'ente, ma quello dell'effettiva occorrenza, secondo la specifica disciplina della procedura di e-procurement concretamente applicata, di una delle attività incentivate (si veda elencazione tassativa contenuta nella norma); in ogni caso, spetta all'ente tale valutazione, in concreto, nelle diverse possibili evenienze. Peraltro, la disposizione presuppone esplicitamente che vi sia una «gara», sia pure semplificata; in mancanza di tale requisito, l'articolo 113, comma 2, non prevede l'accantonamento delle risorse nel fondo e, conseguentemente, la relativa distribuzione;
• gli incentivi possono essere corrisposti, di per sé, solo in presenza di una delle attività espressamente considerate dalla disposizione la cui individuazione, indipendentemente dallo specifico oggetto del contratto pubblico messo a gara, in concreto, spetta all'amministrazione nel rispetto delle indicazioni desumibili dalla pregressa giurisprudenza della Corte dei conti;
• il quadro normativo prevede una sfera di discrezionalità normativa degli enti locali, che devono comunque muoversi nell'ambito dei principi e delle regole stabilite dalle vigenti prescrizioni legislative. Dunque, nel contesto del decreto, spetta all'ente locale esercitare correttamente la propria discrezionalità, che potrà anche essere orientata dalle soglie indicate dall'articolo 21 del Dlgs 50/2016, per la programmazione biennale per forniture e servizi e triennale per lavori, purché nell'ambito di una disciplina coerente e conforme alle specifiche previsioni stabilite dai commi 2, 3 e 4.


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