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Le difficoltà finanziarie giustificano i tagli agli stipendi delle posizioni organizzative

di Antonio Capitano

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il valore del compenso di una posizione organizzativa, precedentemente stabilito da un Comune, può essere modificato:
• a seguito di una nuova graduazione della rilevanza organizzativa della stessa, sulla base del sistema di valutazione delle posizioni organizzative a tal fine adottato, in presenza di un ampliamento o di una riduzione dei compiti e delle responsabilità che la caratterizzano;
• qualora, pure in presenza di una invarianza dei compiti e delle responsabilità di ciascuna posizione organizzativa, e quindi della relativa rilevanza organizzativa, si determini una situazione, ad esempio, di diminuzione delle risorse finanziarie destinate al finanziamento dell'istituto.
Così si è espresso l'Aran con l'orientamento dell'11 maggio 2017 n. 1930, riscontrando la richiesta di un sindaco , relativa alla possibiiltà di procedere sia a una nuova graduazione delle posizioni organizzative anche in mancanza di mutamenti organizzativi nonché alla possibilità di inserire tra i criteri di pesatura i carichi di lavoro.

Il peso degli incarichi
Il caso in esame in particolare riguarda il peso da attribuire a ciascun incarico sulla base dei criteri a tal fine autonomamente adottati, rilevando che successivamente all'iniziale graduazione alcuni uffici hanno subito una diminuzione del proprio carico di lavoro.
Sul punto l'Agenzia ha anche precisato che ogni ente dopo aver istituito le posizioni organizzative e fissato le relative competenze, procede alla graduazione delle stesse, sulla base dello specifico sistema a tal fine adottato, in modo da valorizzare i compiti e le responsabilità che caratterizzano ciascuna di esse.

Il processo di pesatura
Relativamente al processo di pesatura, viene stabilito, per ciascuna posizione organizzativa, il valore economico della retribuzione di posizione, corrispondente al livello di apprezzamento assegnato, nel rispetto dei limiti minimi e massimi stabiliti dalla disciplina contrattuale e nell'ambito delle risorse effettivamente disponibili per tali finalità (articolo 17, comma 2, lettera c), del contratto collettivo nazionale del 31.3.1999; per gli enti privi di dirigenza il riferimento è alle previsioni dell'articolo 11 del contratto collettivo nazionale del 31.3.1999). Nel rispetto delle vigenti regole contrattuali in materia di determinazione della retribuzione di posizione dei titolari di posizione organizzativa, l'Agenzia ha evidenziato che nel caso, ormai diffuso, di sopravvenuta scarsità di risorse trova giustificazione la necessità di rivedere in minus gli importi in atto della retribuzione di posizione di ciascuna posizione organizzativa, anche se sulla base delle medesime risultanze del processo di graduazione delle stesse già precedentemente applicato.


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