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Censimento, novità Inps, difesa disciplinare e assunzioni illegittime nelle partecipate

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Censimento del personale degli enti locali
È stato avviato, con la nota prot. n. 6829/2017 del ministero dell'Interno, il censimento generale del personale in servizio presso gli enti locali al 31 dicembre 2016. La rilevazione, come noto, è unificata con il conto annuale, curato dal ministero dell'Economia e delle Finanze, in attuazione del Protocollo d'intesa stipulato a tal fine l'8 maggio 2008. Con circolare n. 19/2017, il citato dicastero ha specificato le modalità di comunicazione dei dati. Le informazioni relative al censimento del personale debbono essere comunicate dagli enti locali utilizzando le tabelle del conto annuale elencate nell'allegato 1 (da pag. 103 a pag.150). I dati verranno acquisiti attraverso il sistema Sico del ministero dell'Economia e delle Finanze, che ne curerà la trasmissione al Ministero dell'Interno.

Istruzioni compilazione sezione ListaPosPa
L'Inps, con il messaggio n. 1836/2017 comunica che in sede di compilazione della sezione ListaPosPA del flusso Uniemens, gli enti datori di lavoro possono indicare anche le maggiorazioni connesse a un determinato status del dipendente quale quello di vittima del terrorismo (articolo 3 della legge 206/2004), di invalido (articolo 80 della legge 388/2000) ovvero di lavoratore esposto all'amianto (articolo 13 della legge 257/1992 e articolo 47 della legge 269/2003). Tuttavia, poiché tali maggiorazioni, spettanti in relazione allo stato soggettivo dell'iscritto, non si configurano come un accreditamento di contributi sulla posizione assicurativa ma determinano una maggiorazione di anzianità rilevante solo all'atto della liquidazione del trattamento pensionistico, le stesse non dovranno più essere indicate in sede di denuncia e, pertanto, sarà inibito l'utilizzo da parte dell'ente datore di lavoro del codice relativo a quel tipo di maggiorazione.

Procedura telematica per certificato medico gravidanza
Con la circolare n. 82/2017, l'Inpsha fornito le istruzioni per l'implementazione della procedura telematica per il certificato medico di gravidanza. Le istruzioni riguardano i medici certificatori per la trasmissione telematica dei predetti certificati, le donne e i datori di lavoro per la consultazione, rispettivamente dei certificati e degli attestati di gravidanza e di interruzione della gravidanza. Resta inteso che ciascuna tipologia di certificato medico di cui trattasi va trasmesso all'Inps esclusivamente quando previsto per la fruizione di una delle prestazioni ricadenti nell'ampio alveo della tutela della maternità e per cui si presenta richiesta, come, ad esempio, nel caso di richiesta del cosiddetto “premio di 800 euro” per la nascita o l'adozione di un minore.

Periodi valorizzati da amministrazioni statali con provvedimenti ante-subentro
Con messaggio n. 1894/2017, l'Inps ha spiegato le modalità di implementazione e sistemazione della posizione assicurativa dei lavoratori della Gestione dipendenti pubblici, relativamente ai periodi valorizzati dalle amministrazioni statali con provvedimenti ante-subentro. Le prassi da seguire sono indicate nell’allegato al messaggio.

La difesa nel procedimento disciplinare
«Nel sistema delineato dall'art. 7, I. n. 300/1970, il diritto del lavoratore di farsi assistere da un rappresentante sindacale esaurisce la tutela di legge, non essendovi in esso alcun riferimento alla difesa c.d. “tecnica” assicurata da un avvocato, che è normalmente prevista solo per il giudizio e che può essere riconosciuta o meno al di fuori di tale ipotesi in base a valutazione discrezionale del datore, né ha alcun rilievo la circostanza che il lavoratore, per gli stessi fatti oggetto dell'iniziativa disciplinare sia chiamato a rispondere nell'ambito di un processo penale considerata la diversità della sfera di interessi, privati e pubblici, su cui incidono i due procedimenti». Questo il principio ribadito dalla Corte di cassazione civile, sezione Lavoro, con la sentenza n. 9305/2017, relativamente al giudizio di legittimità sul licenziamento disciplinare irrogato ad un lavoratore in assenza dell'audizione a difesa del soggetto. In particolare il Collegio, confermando la legittimità dell'operato del datore di lavoro, illustra come, in sede di procedimento disciplinare come delineato dalla legge 300/1970, il riferimento al diritto del lavoratore di farsi assistere da un rappresentante dell'associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato esaurisce la tutela prevista dalla norma di legge, non sussistendo in capo al medesimo un diritto a farsi assistere da un legale. Pertanto, qualora il lavoratore rifiuti di procedere secondo le «modalità ordinarie», vale a dire se non assistito da un legale, ad avviso della Sezione è legittimo il superamento, da parte del datore di lavoro, di quella fase della procedura.

Assunzioni illegittime in società partecipate
La Corte dei conti - sezione giurisdizionale di appello per la Sicilia – con la sentenza n. 60/2017, ha condannato l'amministratore di una società partecipata da un ente regionale, per aver assunto n. 4 unità di personale nonostante il divieto espresso dalla regione di procedere in tale senso. In particolare, l'amministrazione aveva adottato apposito atto di indirizzo con il quale, nelle more dell'elaborazione del piano di riordino delle partecipazioni societarie, aveva disposto il tassativo divieto di procedere a qualsiasi assunzione o promozione di personale all'interno di tutte le compagini societarie partecipate. Tuttavia, il Cda di una di queste aveva deciso di valutare l'assunzione di n. 4 unità di personale, subordinando la stipula dei contratti di lavoro all'esito positivo della verifica sull'operazione da parte del comitato di controllo analogo. Risponde, quindi, di danno erariale, pari ai compensi percepiti dal personale illegittimamente assunto, il solo componente/vice presidente del Cda di una società in house che disponga assunzioni di personale in violazione di un espresso ed assoluto divieto imposto dall'ente socio.


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