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Rischio danno erariale anche per il responsabile unico del procedimento

di Antonio Capitano

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La condotta del Responsabile unico del procedimento - laddove si consideri che a esso sono demandati tutti i compiti relativi alle procedure di affidamento e alla vigilanza per la corretta esecuzione dei contratti - deve ritenersi produttiva di responsabilità erariale, nel caso dell'omissiva conclusione di un procedimento caratterizzata dalla colpa grave, in relazione al ruolo rivestito. Questo il principio espresso dalla Corte dei conti, sezione Molise, con la sentenza n. 22 /2017.

La vicenda
Con una sentenza, passata in giudicato, il Tar Molise ha accolto un ricorso nei confronti di due Comuni per l'annullamento del silenzio-rifiuto formatosi sull'istanza formulata dai ricorrenti in ordine alla conclusione di un procedimento relativo ai lavori di realizzazione di un collegamento stradale, l'eliminazione di due scarpate previste in progetto e la loro sostituzione con muri di sostegno, al fine di ridurre l'occupazione delle loro proprietà. Come è noto con l'atto di inizio di un procedimento la pubblica amministrazione si autovincola a completarlo. Il giudice amministrativo ha, dunque, condannato le amministrazioni intimate ad adottare, ognuna per la parte di competenza, un provvedimento espresso a conclusione del procedimento intrapreso. Nel caso in esame, rileva soprattutto la condanna in solido, in base alla regola della soccombenza, a rifondere i ricorrenti delle spese processuali; la medesima inerzia ha comportato, infatti, l'obbligo per le amministrazioni di resistere in giudizio e di remunerare, nel caso di uno dei due Comuni il proprio difensore.

La decisione
Nella fattispecie, la Procura regionale molisana ha individuato nel Responsabile unico del procedimento la persona che avrebbe dovuto curare l'istruttoria e la tempestiva conclusione del procedimento, ai sensi dell'articolo 2 della legge 241/1990, ravvisando gli estremi della colpa grave, dal momento che l'obbligo di concludere il procedimento rappresenta un principio fondamentale dell'azione amministrativa, che non può essere ignorato o disatteso. Sul punto, il giudizio si è soffermato sulla circostanza che non rivestono valore esimente le considerazioni difensive, formulate dal convenuto nella fase preprocessuale, agli atti di causa secondo cui la mancanza di un nuovo finanziamento regionale dell'opera pubblica avrebbe di fatto comportato la (perdurante) mancata conclusione del procedimento amministrativo per i lavori in questione atteso che, come rilevato dalla citata sentenza del Tar Molise essa non incide «sull'obbligo di emissione di un provvedimento espresso, a conclusione del procedimento intrapreso, anche di tipo denegativo dell'istanza del privato». Pertanto non accogliendo le tesi difensive del convenuto, alla luce delle precise statuizioni normative, la Procura ritiene evidente come il Responsabile unico fosse, o comunque dovesse essere, pienamente consapevole dell'obbligo di portare a conclusione il procedimento nei termini di legge, e quindi come la sua omissione non sia, dunque, suscettibile di alcuna giustificazione. I giudici molisani, in conclusione, hanno evidenziato che il danno erariale appare palesemente accertato sia nell'importo che nella sua inidoneità a rivestire qualsiasi utilità seppur marginale per l'ente locale. Il caso in esame rafforza la responsabilità in capo al Responsabile unico, salvo che la stessa non sia specificamente attribuita ad altri organi o soggetti.


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