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Impiego pubblico, utilizzo voucher, piano triennale e cumulo contributi

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Quando un rapporto di lavoro è di pubblico impiego
Il Consiglio di Stato, sezione V, con la sentenza n. 1601 del 5 aprile 2017, ha esaminato il ricorso con cui un custode di una palestra richiedeva l'accertamento della sussistenza di un rapporto di pubblico impiego intercorso con l'ente comunale che, con apposita convenzione, gli aveva affidato l'incarico di vigilanza e tenuta degli attrezzi della palestra annessa ad un edificio scolastico. Il Collegio, respingendo le richieste del lavoratore, ricorda che per consolidato indirizzo giurisprudenziale, «indici rivelatori della presenza di un rapporto di pubblico impiego sono: a) un'attività svolta in modo continuativo per un apprezzabile lasso temporale; b) un compenso mensile e predeterminato; c) un servizio prestato in orario e giorni predeterminati; d) il riconoscimento implicito per le modalità di svolgimento del servizio che si tratti di lavoro subordinato: vincolo di subordinazione gerarchica, mansioni corrispondenti a quelle della qualifica rivendicata, evidenziate da ordini di servizio, inserimento stabile nell'organizzazione dell'ente; e) l'esclusività della prestazione lavorativa».

Voucher e regime transitorio
L'Inps, con il messaggio n. 1652 del 14 aprile 2017, ha fornito le istruzioni operative per la gestione del periodo transitorio, previsto sino al 31 dicembre 2017, dei voucher acquistati fino al 17 marzo 2017 per lavoro accessorio (voucher). In particolare, per tutti i buoni lavoro per i quali la procedura di acquisto si sia perfezionata entro il 17 marzo 2017, l'Istituto comunica che sarà possibile per i datori di lavoro procedere all'utilizzo e alla comunicazione delle prestazioni lavorative, che dovranno essere svolte non oltre il termine ultimo del 31 dicembre 2017. Non sarà possibile, invece, registrare tramite la procedura telematica del lavoro accessorio prestazioni lavorative in assenza di buoni lavoro il cui acquisto si sia perfezionato entro il 17 marzo 2017. Per la riscossione da parte del prestatore rimangono validi i precedenti termini dalla data di emissione di 24 mesi per i voucher postali, di 12 mesi per i voucher distribuiti dai tabaccai abilitati e banche popolari. Per i soli voucher telematici, i versamenti effettuati con bollettino postale, bonifico, F24 e portale dei pagamenti, in data successiva al 17 marzo 2017 non possono essere utilizzati e verranno, pertanto, rimborsati a cura delle strutture territoriali dell'Istituto, previa verifica del regolare afflusso dei fondi. Poiché per tale finalità è necessaria la predisposizione di apposito applicativo informatico, con successivo messaggio verranno fornite indicazioni per la gestione e le modalità dei rimborsi.

Divieto di assunzione in assenza del piano triennale azioni positive
Nessuna assunzione, anche di lavoro flessibile, per l'ente locale che non ha adottato il piano triennale di azioni positive. È questo quanto ricordato dalla Corte dei conti, sezione regionale di controllo per il Veneto, nella deliberazione n. 174/2017. Secondo i giudici contabili l'adozione del Piano non rappresenterebbe solo un formale adempimento, bensì uno strumento concreto, la cui mancata adozione determina il divieto di procedere ad assunzioni, anche per lavoro flessibile, nell'esercizio successivo a quello del rilevato inadempimento. Peraltro, l'eventuale inosservanza di detto obbligo, accertata in sede di analisi del questionari, impone la segnalazione della circostanza alla competente procura erariale, atteso che l'inadempimento di cui trattasi, involgendo norme imperative, determina anche ricadute in termini di responsabilità amministrativa, disciplinare ed erariale.

Cumulo periodi assicurativi maturati presso organizzazioni internazionali
L'Inps ha ricordato che è possibile cumulare i periodi assicurativi, ai fini della pensione di vecchiaia, maturati presso organizzazioni internazionali derivanti da rapporti di lavoro dipendente svolti nel territorio dell'Unione europea o della Confederazione svizzera con quelli maturati presso determinate gestioni previdenziali italiane. Tra le organizzazioni internazionali figurano, a titolo esemplificativo, il Consiglio d'Europa, l'Europol e la Fao. L'Istituto, nella circolare n. 71 del 11 aprile 2017, sottolinea che il cumulo può essere richiesto, se necessario per il conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia, invalidità e superstiti, purché la durata totale dei periodi di assicurazione maturati ai sensi della legislazione italiana sia almeno di cinquantadue settimane e a condizione che i periodi da cumulare non si sovrappongano.


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