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Monetizzazione ferie, limiti di spesa, retribuzioni annue e salario accessorio

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Monetizzazione delle ferie
La Corte di cassazione civile, sezione Lavoro - con la sentenza n. 2000 del 26 gennaio 2017, accogliendo il ricorso di alcuni dirigenti medici cessati dal servizio ha affermato che si può procedere al pagamento delle ferie nel solo caso in cui, all'atto della cessazione del rapporto, le stesse risultino non fruite per esigenze di servizio o per cause indipendenti (o comunque non imputabili) dalla volontà del lavoratore.
A livello procedurale, la Corte precisa che: «Il lavoratore che agisca in giudizio per chiedere la corresponsione dell'indennità sostitutiva delle ferie non godute ha soltanto l'onere di provare l'avvenuta prestazione di attività lavorativa nei giorni ad esse destinati, atteso che l'espletamento di attività lavorativa in eccedenza rispetto alla normale durata del periodo di effettivo lavoro annuale si pone come fatto costitutivo dell'indennità suddetta, mentre incombe al datore di lavoro l'onere di fornire la prova del relativo pagamento».

Spese di personale: nessuna deroga!
Il sindaco di un Comune ha chiesto ai magistrati contabili se vi è la possibilità di procedere all'assunzione in deroga delle norme sul contenimento della spesa di personale di un'unità di personale da destinare all'ufficio anagrafe e stato civile.
La Corte dei conti del Piemonte, con deliberazione n. 24/2017/Par, dopo aver illustrato la completa disciplina legislativa in materia di limiti alla spesa di personale e capacità assunzionale, sottolinea come, in ragione dell'inequivocabile vincolatività della normativa in vigore, ogni eventuale deroga non può che discendere da un'espressa e puntuale previsione legislativa e, a oggi, le uniche deroghe ammesse dal Legislatore alla disciplina limitativa sono quelle riferite alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette ai fini della copertura delle quote d'obbligo, nonché, in materia assunzionale, limitatamente al personale del servizio educativo nelle scuole dell'infanzia e negli asili nido degli enti locali, non constando specifiche disposizioni derogatorie per i servizi demografici.

Novità dall'Inps
L'Inps, con la circolare n. 19 del 31 gennaio 2017, a oggetto «Determinazione per l'anno 2017 del limite minimo di retribuzione giornaliera ed aggiornamento degli altri valori per il calcolo di tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza ed assistenza sociale per la generalità dei lavoratori dipendenti», ha comunicato, relativamente all'anno 2017, i valori del minimale di retribuzione giornaliera, del massimale annuo della base contributiva e pensionabile, del limite per l'accredito dei contributi obbligatori e figurativi, nonché gli altri valori per il calcolo delle contribuzioni dovute in materia di previdenza e assistenza sociale per la generalità dei lavoratori dipendenti iscritti alle gestioni private e pubbliche.
Con la circolare n. 20 del 31 gennaio 2017, sono stati, invece, fornite precisazioni sulle operazioni di conguaglio previdenziale 2016 per i datori di lavoro iscritti alla gestione dipendenti pubblici. In particolare, è stato ricordato che, a decorrere dal 1° novembre 2012, con riferimento alle retribuzioni erogate dal mese di ottobre 2012, le denunce individuate come ListaPosPA nell'ambito del flusso Uniemens rappresentano le nuove modalità di comunicazione dei dati per la valorizzazione della posizione assicurativa, per il calcolo del dovuto contributivo e per la costituzione e l'alimentazione delle posizioni di previdenza complementare per le amministrazioni, gli enti e le aziende, il cui personale è iscritto alla Gestione Dipendenti Pubblici.

Limite salario accessorio e norme regionali
Vi è la possibilità di derogare al limite di cui all'articolo 1, comma 236, della legge 208/2015, assumendo che la normativa regionale abbia valenza di norma speciale rispetto alla previsione statale, tale per cui l'ente potrebbe destinare al fondo risorse decentrate variabili una somma ai sensi della norma regionale?
La Corte dei conti della Sardegna, con deliberazione n. 11/2017/Par ricorda, innanzitutto che è l'ente locale, in piena autonomia, a provvedere all'utilizzo delle somme assegnate avendo riguardo al conseguimento delle finalità di cui alle leggi regionali, agli interventi occupazionali e alle politiche attive del lavoro e alle funzioni di propria competenza. Nel documento, viene altresì rilevato che, anche un ipotetico rapporto di specialità tra la norma regionale e quella statale troverebbe, comunque, limite nel criterio cronologico, essendo stato successivamente introdotto un vincolo di finanza pubblica da parte di una legge dello stato che prevale, nel sistema delle fonti, rispetto a diversa regolamentazione regionale.
Tale normativa, viene da ultimo precisato, assume valenza di principio di coordinamento della finanza pubblica e, come tale, risulta inderogabile da parte della legislazione regionale.


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