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Ferie e malattia, messi notificatori, trasferimenti di lavoratori, commissioni di concorso

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Quando la malattia interrompe le ferie
La trasmissione al datore di lavoro, da parte del lavoratore, di certificazione di malattia durante il periodo di ferie e in relazione a giorni compresi in tale periodo vale quale richiesta di modificazione del titolo dell'assenza (da ferie a malattia), pur in assenza di una espressa comunicazione (scritta od orale) al riguardo, trattandosi di atto cui è consegnata, in modo inequivoco, la volontà del soggetto di determinare l'effetto giuridico della conversione.
Questi i principi ribaditi dalla Corte di cassazione – civile, sezione lavoro – con sentenza n. 284 del 10 gennaio 2017, con la quale si è espressa su una controversia inerente la legittimità di un licenziamento irrogato per superamento del periodo di comporto e il rapporto tra il godimento delle ferie da parte del lavoratore subordinato e l'insorgenza dello stato di infermità.
Il Collegio illustra, infatti, come, ove debitamente documentata e comunicata al datore, l'insorgenza dello stato di malattia durante il godimento di un periodo di congedo produce un duplice effetto:
• da un lato, l'interruzione del godimento delle ferie;
• dall'altro, l'insorgere in capo al lavoratore dei diritti, e correlativi obblighi, che trovano fondamento nello stato di malattia, tra cui la legittima sospensione di alcune delle obbligazioni nascenti dal rapporto di lavoro.

Compensi a messi notificatori
Gli incentivi di produttività, di cui all'articolo 54 del Ccnl del 14 settembre 2000, previsti per i messi comunali per la notifica degli atti dell'amministrazione finanziaria, possono essere riconosciuti al suddetto personale anche nel caso della notifica di avvisi di addebito aventi ad oggetto il recupero di somme dovute all'Inps?
La risposta dell'Aran, con il parere RAL_1897_Orientamenti Applicativi, non lascia dubbi. L'articolo in esame prevede la possibilità di erogare compensi a favore dei messi notificatori solo per la notificazione degli atti dell'amministrazione finanziaria. Pertanto, si esclude che la stessa disciplina possa essere applicata anche in relazione alla notifica da parte dei messi di atti e di avvisi di pagamento di amministrazioni diverse da quella finanziaria.

Trasferimento temporaneo lavoratore/genitore
L'articolo 42-bis del Dlgs n. 151/2001 consente al genitore con figli minori fino a tre anni di età, dipendente di amministrazioni pubbliche, di essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, a una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l'altro genitore esercita la propria attività lavorativa. Un'amministrazione aveva negato a una lavoratrice la possibilità di usufruire del beneficio, opponendo generiche esigenze di carattere organizzativo.
Il Tar Lombardia – sezione III – con la sentenza n. 2481 del 29 dicembre 2016 ha però precisato che la norma è rivolta a dare protezione a valori di rilievo costituzionale e, pertanto, un'eventuale dissenso deve essere motivato e limitato a casi o esigenze eccezionali. Conseguentemente le mere difficoltà organizzative dell'amministrazione, dovute a carenza di organico, non possono costituire motivi ostativi al riconoscimento del beneficio previsto dalla suddetta disposizione normativa, introdotta dal legislatore a tutela dei minori.

Commissioni valutatrici e discrezionalità di operato
Il Consiglio di Stato, sezione IV, ha esaminato il ricorso di un candidato a una procedura concorsuale avverso il provvedimento con cui la commissione ne aveva disposto la non ammissione allo svolgimento delle prove orali.
Con sentenza n. 11 del 5 gennaio 2017 ha affermato che «le valutazioni espresse dalle Commissioni giudicatrici in merito alle prove di concorso, seppure qualificabili quali analisi di fatti (correzione dell'elaborato del candidato con attribuzione di punteggio o giudizio) e non come ponderazione di interessi, costituiscono pur sempre l'espressione di ampia discrezionalità, finalizzata a stabilire in concreto l'idoneità tecnica e/o culturale, ovvero attitudinale, dei candidati, con la conseguenza che le stesse valutazioni non sono sindacabili dal giudice amministrativo, se non nei casi in cui sussistono elementi idonei a evidenziarne uno sviamento logico o un errore di fatto, o ancora una contraddittorietà ictu oculi rilevabile».
In particolare, il Collegio, ritenendo legittimo l'operato della commissione, illustra come, in tema di giudizi afferenti a prove di esame o di concorso, è consolidato l'orientamento giurisprudenziale secondo cui:
• il sindacato di legittimità del giudice amministrativo è limitato al riscontro del vizio di eccesso di potere per manifesta illogicità, con riferimento ad ipotesi di erroneità o irragionevolezza riscontrabili ab externo e ictu oculi dalla sola lettura degli atti;
• il punteggio numerico vale come sintetica motivazione.


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