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Spese di personale, riscatto contributivo, commissioni di concorso e progettazione

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Spese di personale su spese correnti: nessuna sanzione
Nonostante l'abrogazione della lettera a) del comma 557 dell'articolo 1 della legge 296/2006, sono ancora applicabili nel 2016, per mancato rispetto del rapporto tra spesa di personale e spesa corrente nell'anno finanziario 2015, le sanzioni del divieto di effettuare assunzioni di personale a qualunque titolo?
La Corte dei conti del Veneto, con deliberazione n. 386/2016/Par del 22 dicembre 2016, ritiene che l'intento del Legislatore è stato quello di far venir meno da tutte le disposizioni in vigore, in base ad una "continuità" di ratio, il vincolo che poggia sul rapporto tra spesa del personale e corrente e quindi, ragionevolmente occorre ritenere che debbono venir meno anche i relativi effetti "sanzionatori" a carico degli enti locali che abbiano violato detto vincolo.
La Sezione ritiene, quindi, che l'effetto abrogativo operi anche nei confronti delle conseguenze della violazione del vincolo posta in essere durante la vigenza della norma, seppur le dette conseguenze trovino applicazione nell'esercizio finanziario successivo (nel caso in specie dunque nell'anno 2016 per mancato rispetto del vincolo nell'anno 2015).

Domande di riscatto all'Inps: come si presentano
Con la circolare n. 228 del 29 dicembre 2016, l'Inps ha previsto l'applicazione del regime telematico esclusivo per la presentazione delle domande di riscatto di periodi contributivi nelle gestioni dei dipendenti privati, inclusa la gestione Pals. Inoltre, per la presentazione telematica in via esclusiva delle istanze di riscatto del corso di studi, l'Istituto rinvia alle circolari n. 77/2011, n. 147/2013 e al messaggio n.18976 del 2013. Infine, per le istanze di riscatto nella Gestione dipendenti pubblici (ex Inpdap) viene fatto rinvio a quanto già disposto con la circolare n. 12/2013.

Segretario comunale e commissione di concorso
La presidenza della commissione esaminatrice di un concorso pubblico può essere svolta dal segretario comunale, in quanto non vi è alcun dubbio che lo stesso, nell'ambito delle competenze che possono essergli attribuite dalle norme o dagli statuti ai sensi dell'articolo 97 del Dlgs 267/2000, possa avere la competenza anche di presiedere le commissioni di concorso. È questo quanto evidenziato dal Tar Calabria - sezione II - con la sentenza n. 2401 del 7 dicembre 2016, relativamente al ricorso di un candidato a una procedura selettiva, avverso gli atti con cui un segretario comunale (nominato responsabile dell'area amministrativa e, dunque, del procedimento di attuazione del fabbisogno approvato dalla giunta comunale) aveva nominato i componenti della commissione d'esame, peraltro affidandosi le funzioni di presidente del collegio. Il Tribunale ha sottolineato il principio secondo il quale laddove, nella sussistenza degli eccezionali e temporanei presupposti organizzativi e di legge, venga attribuita al segretario la responsabilità dei procedimenti di attuazione del fabbisogno del personale, non sussiste incompatibilità ove lo stesso rivesta il ruolo di presidente della commissione di concorso e di soggetto che approva gli atti gestionali anche finali, dato che trattasi di compiti non confliggenti e che, per legge, fanno capo al soggetto titolare della relativa procedura concorsuale, restando, tuttavia, impregiudicato il sindacato giurisdizionale sull'operato della commissione e del responsabile/dirigente competente.

Compensi per progettazione
Alla Corte dei conti della Puglia sono state poste due questioni:
1) se il fondo ex articolo 113 del Dlgs 50/2016 debba essere alimentato dal 2% dell'importo di gara dei soli lavori o anche dei servizi e delle forniture;
2) se l'incentivo è applicabile alle fasi relative alla predisposizione dei diversi livelli di progettazione (progetto di fattibilità tecnica ed economica, progetto definitivo e progetto esecutivo), considerato che l'articolo 113, comma 1, non lo esclude, anzi fa riferimento «alle prestazioni professionali e specialistiche necessarie per la redazione di un progetto esecutivo», mentre le Linee Guida dell'Anac n. 1/2016 (delibera n. 973 del 14 settembre 2016) lo escludono espressamente.
Con riferimento al primo quesito, la deliberazione n. 204/2016/Par del 13 dicembre 2016 richiama l'orientamento espresso dalla sezione controllo Lombardia (delibera n. 333/Par/2016), la quale ha osservato come l'interpretazione logico sistematica dei commi 2 e 3 dell'articolo 113 conduce alla conclusione per cui «il termine "lavori a base d'asta" utilizzato nel secondo comma, è da intendere in senso atecnico e quindi non soltanto per lavori ma anche per servizi e forniture». Quanto al secondo quesito (se l'incentivo è applicabile alle fasi relative ai diversi livelli di progettazione), il Collegio ritiene sussista un'imperfetta formulazione della disposizione che al comma 2 elenca in via espressa e tassativa le prestazioni finanziabili con il fondo (tra cui non sono menzionate quelle di progettazione interna), ma in coerenza con quanto affermato anche dall'Anac nelle proprie linee guida (delibera n. 973 del 2016) si evidenzia che, nel caso di progettazione interna, non potrà essere applicata l'incentivazione del 2%, in quanto espressamente vietata dalla legge delega con un principio recepito all'articolo 113, comma 2, del Dlgs 50/2016.


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