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Tagli al fondo del salario accessorio in base al personale «assumibile»

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

LaCorte dei conti della Lombardia con la deliberazione n. 367/2016 è intervenuta sulla delicata questione della riduzione del fondo del salario accessorio alla luce dell'articolo 1, comma 236, della legge 208/2015.
Come noto, la disposizione, prevede in sintesi, che l'ammontare complessivo del trattamento accessorio anche dirigenziale non sia superiore al relativo importo dell'anno 2015 e che venga ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio. Rispetto alla formulazione dell'analoga disposizione dell'articolo 9, comma 2-bis, del Dl 78/2010, la norma, però, indica che nel calcolo dei dipendenti si debba tener conto anche del «personale assumibile ai sensi della normativa vigente». Ma come tradurre questo concetto in termini concreti ed operativi?

L'interpretazione della Ragioneria...
La Ragioneria generale dello Stato ha già fornito una prima risposta all'interno della circolare n. 12/2016 ribadendo innanzitutto la propria proposta di calcolo ovvero che la riduzione andrà operata, sulla base del confronto tra il valore medio del personale presente in servizio nell'anno di riferimento e il valore medio dei presenti nell'anno 2015. In particolare, i presenti al 31 dicembre dell'anno di riferimento scaturiranno dalla consistenza iniziale del personale al 1° gennaio alla quale andranno dedotte le unità per le quali è programmata la cessazione e aggiunte quelle assumibili in base alla normativa vigente (tra cui, ad esempio, quelle relative a facoltà assunzionali non esercitate e riferite ad annualità precedenti oggetto di proroga legislativa).
A questo punto, però, la Ragioneria aggiunge: «salvo verifica finale dell'effettivo andamento», come a dire che nel corso dell'anno si potrà anche tener conto del personale assumibile, ma a fine esercizio andrà fatta la conta sui dipendenti effettivamente in servizio.

...e della magistratura contabile
La Corte dei conti della Lombardia, nella deliberazione in esame, la pensa diversamente, partendo proprio dalla lettura formale della disposizione. I giudici, ritengono, infatti, che, sulla base dei canoni generali, non sia possibile attribuire altro senso alla norma che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse. Ne deriva che, a seguito della novella in esame, non appare trovare alcun «addentellato normativo» la necessità di compiere una rettifica alla fine dell'esercizio per adeguare il fondo alle assunzioni effettivamente intervenute. Accettando, quindi, l'interpretazione della Corte dei conti della Lombardia, non è necessario alcun calcolo sui dipendenti effettivamente presenti, ma si potranno conteggiare anche quelli "assumibili". Siccome però questo concetto risulta astratto, i magistrati contabili, ritengono che ai fini dell'individuazione di tale parametro sia corretto fare riferimento all'individuazione posta in essere nel Programma triennale dei fabbisogni del personale 2016/2018.
Ora, è tutto da capire, quali informazioni e quali controlli effettuerà la Ragioneria generale dello Stato in sede di conto annuale per l'anno 2016 quando gli enti trasmetteranno tutti i dati relativi ai fondi e ai dipendenti in servizio.
Il rebus, non si può dire completamente risolto.


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