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Mobilità volontaria legittima se lo scorrimento della graduatoria non dà risultati

di Amedeo Di Filippo

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Secondo la terza sezione del Consiglio di Stato, che si è pronunciata con la sentenza n. 5230 del 13 dicembre, è legittimo il provvedimento con il quale una Asl ha revocato la decisione di provvedere allo scorrimento di una graduatoria ancora valida e ha coperto i posti mediante mobilità volontaria dato che lo scorrimento era risultato infruttuoso.

Il caso
L'azienda ospedaliera ha proceduto ad attivare lo scorrimento della graduatoria preesistente e valida presso altra azienda ospedaliera. Alla convocazione fissata per procedere allo scorrimento rispondevano solo due candidati, i quali però hanno accettato la seconda sede. L'Azienda ha quindi revocato l'antecedente atto di scorrimento e con successiva determinazione ha approvato l'avviso di mobilità volontaria, giungendo ad approvare la conseguente graduatoria.
Avverso la delibera di revoca dello scorrimento della graduatoria e gli atti concernenti la procedura di mobilità hanno proposto ricorso gli idonei classificati nella graduatoria approvata dalla seconda azienda ospedaliera, ricorso poi accolto dal Tar con annullamento degli atti impugnati.
Giudizio ribaltato dalla terza sezione del Consiglio di Stato che ha accolto l'appello proposto dall'azienda ritenendo legittima la scelta operata da quest'ultima di revocare la decisione di procedere allo scorrimento stesso e dare luogo alla procedura di mobilità, considerato l'esito infruttuoso dello scorrimento stesso.

Scorrimento o mobilità
La sezione si sofferma sulla tesi secondo cui la normativa imporrerebbe di procedere allo scorrimento della graduatoria anziché ricorrere alla mobilità. Tesi non condivisa alla luce della giurisprudenza dello stesso Consiglio di Stato, secondo cui l'esistenza di una graduatoria ancora valida, se limita (o in ipotesi addirittura esclude) la libertà di indire un nuovo concorso, non incide sulla libertà di avviare una procedura di mobilità.
È vero, affermano i giudici di Palazzo Spada, che deve preferirsi in via di principio lo scorrimento della graduatoria rispetto all'indizione di una nuova procedura concorsuale, ma caso diverso è quello in cui la scelta è tra scorrimento della graduatoria e ricorso alla procedura di mobilità di personale proveniente da altre amministrazioni, dato che quest'ultimo percorso consente all'un tempo l'acquisizione di personale già formato, l'immediata operatività delle scelte, l'assorbimento di eventuale personale eccedentario, con i connessi risparmi di spesa.


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