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Mobilità in enti di area vasta, risorse per integrativi, incentivi funzioni tecniche e indennità

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Novità dal portale della mobilità
Il 26 novembre scorso, sono stati forniti due aggiornamenti in merito alle procedure di trasferimento dei dipendenti attraverso il portale www.mobilità.gov.it. Con un primo comunicato, il dipartimento della Funzione pubblica ha informato che sono state riattivate le funzionalità relative alle procedure di mobilità del personale degli enti di area vasta, della Croce Rossa italiana e dell'Agenzia nazionale del Turismo, momentaneamente sospese in relazione alla necessità di effettuare interventi tecnici sul sistema. Con un successivo comunicato la Funzione Pubblica ha, invece, fatto conoscere che sono pubblicate le correzioni alla domanda e all'offerta di mobilità richieste dagli enti di area vasta, dalla Cri e dall'Enit a seguito delle verifiche con le amministrazioni interessate.

E se le risorse del fondo non bastano?
Cosa succede nel caso in cui le risorse per la contrattazione integrativa subiscano una sensibile riduzione, per effetto di cessazione di personale dal servizio, e non vi siano abbastanza risorse per erogare le indennità per il personale insegnante e per quello educativo degli asili nido, di turno e di rischio? Con il parere n. Ral-1877-Orientamenti Applicativi l'Aran, ricorda che i compensi e i trattamenti accessori devono, sempre, trovare integrale copertura finanziaria nelle generali risorse dell'articolo 15 del Ccnl medesimo, sicché nessuna disposizione contrattuale consente di finanziare i vari compensi del trattamento accessorio, ponendo i relativi oneri direttamente a carico del bilancio dell'ente. Alla luce di ciò, pertanto, se rispetto al precedente contratto integrativo, in sede di rinnovo dello stesso, si dovesse riscontrare un minore ammontare delle risorse disponibili (sia stabili che variabili), l'ente dovrebbe procedere alla rinegoziazione delle pregresse destinazioni delle risorse finanziarie alle varie voci del trattamento accessorio del personale, in modo da adeguarle alle nuove ed effettive disponibilità economiche.

Incentivi per funzioni tecniche: arrivano istruzioni
Alla Corte dei conti della Lombardia sono state sottoposte tre problematiche che riguardano la materia degli incentivi per le funzioni tecniche, disciplinate dall'articolo 113 del Dlgs 50/2016. In particolare, è stato chiesto:
1. se gli incentivi per funzioni tecniche debbano essere riconosciuti esclusivamente per gli appalti di lavori, ovvero anche per nel caso di appalti per servizi e forniture, e qualora (essi incentivi) siano riconoscibili anche per questi ultimi appalti, debbano essere soggetti a incentivazione solo nel caso di appalti misti ascrivibili al regime dei lavori pubblici.
2. se la progettazione e il coordinamento della sicurezza, richiamate nel comma 1, ma non menzionate nel comma 2 dell'articolo 113, siano da escludere dagli incentivi;
3. come deve essere interpretato il disposto del comma 3, penultimo periodo, laddove sancisce che «le quote parti dell'incentivo corrispondenti a prestazioni non svolte dai medesimi dipendenti, in quanto affidate a personale esterno all'organico dell'amministrazione medesima, ovvero prive del predetto accertamento incrementano la quota del fondo di cui al comma 2».
Con deliberazione n. 333/2016/Par, quanto al primo quesito, la sezione sottolinea come nessun criterio interpretativo deponga per una lettura che vieti di riconoscere anche agli appalti di forniture e servizi l'incentivo previsto dalla disposizione normativa.
Con riferimento al secondo quesito, la Corte ritiene che il compenso incentivante non spetti per la progettazione e il coordinamento della sicurezza (richiamate nel comma 1, ma poi non indicate nel comma 2 dell'articolo 113), in quanto il Legislatore, con il comma 1, ha inteso stabilire che gli oneri per le attività ivi menzionate fanno carico sugli stanziamenti previsti per la realizzazione dei singoli lavori negli stati di previsione della spesa o nei bilanci delle stazioni appaltanti, mentre con il comma 2 ha voluto definire il valore massimo del fondo incentivante (2% del valore dell'opera) e determinare i beneficiari dello stesso tra i quali non sono presenti le attività relative alla progettazione e al coordinamento della sicurezza.
Da ultimo, rispetto al terzo quesito, la sezione ritiene che la quota non utilizzata dell'incentivo, di cui al comma 3 penultimo periodo dell'articolo 113 (parte dell'incentivo corrispondente a prestazioni non svolte dai medesimi dipendenti, in quanto affidate a personale esterno all'organico dell'amministrazione medesima, ovvero prive del predetto accertamento), debba – nuovamente - incrementare il fondo per il finanziamento di quanto stabilito dall'articolo 113, senza che, però, la suddetta somma possa maggiorare i compensi già stabiliti per i dipendenti interessati dal lavoro, servizio o fornitura, che hanno determinato il suddetto incremento.

Indennità qualifiche I-IV ex articolo 4, comma 3, del Ccnl 16 luglio 1996
L'Agenzia, con parere n. Ral-1885-Orientamenti Applicativi del 18 novembre 2016, esaminando alcune casistiche specifiche, precisa innanzitutto che l'indennità di cui all'articolo 4, comma 3, del Ccnl 16 luglio 1996 è stata introdotta e disciplinata anche nel suo ammontare («pari a L. 125.000 annue lorde, per dodici mensilità») direttamente da Ccnl, pertanto, poiché i relativi oneri all'epoca hanno trovato copertura nelle generali risorse messe a disposizione per il rinnovo contrattuale, la stessa deve essere finanziata a carico dei bilanci degli enti. Con riferimento al conteggio di tale indennità nella base di calcolo del lavoro straordinario per i dipendenti a part time, l'Aran illustra che l'articolo 6, comma 4, del Ccnl del 14 settembre 2000 prevede espressamente che «le ore di lavoro aggiuntivo sono retribuite con un compenso pari alla retribuzione oraria globale di fatto di cui all'art. 52, comma 2, lett. d) del CCNL del 14.9.2000». Attualmente, dunque, il riferimento deve essere inteso all'articolo 10, comma 2, lettera d), del Ccnl del 9 maggio 2006, il quale, nell'individuare le voci economiche rientranti nella retribuzione globale di fatto mensile o annuale, richiama espressamente, tra le altre, le indennità contrattuali percepite nel mese o nell'anno di riferimento. Poiché l'indennità specifica prevista dall'articolo 4, comma 3, del Ccnl del 16 luglio 1996, come confermata anche dall'articolo 8 del Ccnl del 9 maggio 2006, deve ritenersi indubbiamente una indennità contrattuale, la stessa non può che essere ricompresa nella base di calcolo per la quantificazione del lavoro aggiuntivo di cui al richiamato articolo 6 , comma 4.


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