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Salario accessorio, previdenza, aspettativa e segretari in convenzione

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Posizioni organizzative: sempre nei limiti del salario accessorio
Due anni fa si pronunciava, con la deliberazione n. 26/2014, la Sezione Autonomie della Corte dei conti sull'inclusione delle posizioni organizzative negli enti senza la dirigenza nell'aggregato da considerare al fine del rispetto dell'articolo 9 comma 2-bis del Dl 78/2015.
Ai magistrati contabili della Lombardia è stata posta, oggi, la medesima questione ma con riferimento all'articolo 1, comma 236, della legge 208/2015 (Legge di Stabilità 2016).
La Sezione, con deliberazione n. 294/2016/PAR rileva che tanto le risorse del bilancio imputate al fondo quanto le risorse direttamente stanziate in bilancio a copertura degli oneri relativi alle posizioni organizzative nei Comuni privi di qualifiche dirigenziali, presentano le medesime caratteristiche funzionali di destinazione e l'idoneità a incrementare la spesa per il trattamento accessorio del personale in ragione del loro concreto utilizzo.
Ne discende, quindi, che nel computo del tetto di spesa rientrano tutte le risorse stanziate in bilancio con vincolo di destinazione al trattamento accessorio del personale, indipendentemente da eventuali risorse derivanti da maggiori entrate.
Se, dunque, il legislatore ha inteso adoperare locuzioni quali «l'ammontare complessivo delle risorse" destinate al "trattamento accessorio del personale», sarebbe perché ha voluto comprendere nel limite stabilito anche le eventuali entrate ulteriori rispetto a quelle presenti nei fondi delle risorse decentrate.

Segretari in convenzione
È sicuramente ammesso il rimborso delle spese di viaggio sostenute dal titolare di segreteria convenzionata negli spostamenti tra Comune capofila e Comune convenzionato. È questa la sintesi della deliberazione n. 221/2016/PAR della Corte dei conti Abruzzo.
Con riferimento, invece, alla misura del rimborso viene richiamata la nota della Ragioneria Generale dello Stato prot. 54055/2011 nella quale viene affermato che:
• deve ritenersi disapplicata qualunque disposizione, a qualsiasi titolo posta in essere, che ancori l'entità del rimborso chilometrico alle tariffe Aci;
• nella convenzione di segreteria devono essere predeterminate puntuali misure volte a circoscrivere gli spostamenti del segretario tra una sede e l'altra a quanto strettamente necessario alle esigenze lavorative, attraverso una programmazione delle presenze che riduca al minimo indispensabile gli oneri di rimborso per gli enti;
• il rimborso non può coprire i tragitti dall'abitazione al luogo di lavoro e viceversa.

Previdenza: recupero oneri per benefici in sede Tfs
Con il messaggio n. 4685 del 21 novembre 2016, l'Inps ha comunicato che sono state realizzate nuove funzioni web per la gestione delle note di debito relative ai benefici in sede di Tfs.
Nella sezione "Visualizzazione note di debito > Note di debito Benefici in sede di Tfs" del portale Online, le amministrazioni, previa autenticazione attraverso il Pin, potranno pertanto:
- visualizzare le note di debito a proprio carico;
- avanzare richiesta di rateazione, con relativa possibilità di simulare il piano di ammortamento;
- effettuare eventuale contestazione, esplicitandone le motivazioni tra un elenco di possibili causali.
In particolare, l'Istituto illustra che il percorso per raggiungere la nuova funzionalità è il seguente: «Sito Inps > Servizi Online> Servizi Gestione Dipendenti Pubblici (ex Inpdap) > Amministrazioni ed Enti" – Accesso ai servizi per amministrazioni, enti e aziende».

Rientro dall'aspettativa e spese di personale
Nel ribadire che l'effettivo contenimento della spesa di personale deve essere realizzato confrontando aggregati di calcolo omogenei, al fine di evitare comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria dell'ente, la Corte dei conti della Lombardia prende in esame il caso del rientro di un dipendente dall'aspettativa non retribuita al fine del rispetto dei limiti finanziari.
La Sezione, con deliberazione n. 291/2016/PAR ricorda innanzitutto che l'amministrazione comunale non deve avvantaggiarsi delle riduzioni di spesa ottenute in conseguenza di periodi di sospensione dell'attività lavorativa, quale ad esempio l'aspettativa, e poi, una volta cessato l'evento sospensivo, richiedere di non tener conto della correlata riespansione della spesa per il completo espletamento della prestazione lavorativa.
In sintesi, la spesa di personale deve essere calcolata sulla spesa sostenuta, valutata confrontando annualità con aggregati omogenei: se l'amministrazione intende neutralizzare l'impatto temporaneo sulla spesa di personale durante il periodo di aspettativa deve computare la spesa sin dall'origine, considerando la presenza in servizio dei dipendenti collocati in aspettativa non retribuita.


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