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Limiti assunzionali derogabili, scorrimento graduatorie, diritti di rogito e incompatibilità

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Trasferimento personale tra enti a seguito di soppressione e limiti di spesa
Cosa succede ai limiti della spesa di personale nell'ipotesi di trasferimento a un ente locale delle funzioni e del personale, assunto tramite concorso pubblico, da un consorzio regionale soppresso? La Corte dei conti della Sardegna, con deliberazione n. 131/2016/Par, richiama innanzitutto in materia i principi fissati dalla sezione delle Autonomie con deliberazione n. 4/Sezaut/2016/Qmig, secondo cui nei casi di trasferimento di personale ad altro ente pubblico derivante dalla soppressione di un ente, obbligatoriamente disposta dalla legge, non sarebbe applicabile il limite assunzionale fissato dalla normativa vigente in materia di spese di personale ai fini del coordinamento di finanza pubblica. La deroga al detto vincolo comporterebbe, tuttavia, il necessario riassorbimento della spesa eccedente negli esercizi finanziari successivi a quello del superamento del limite.

Concorso o graduatoria?
«A fronte di graduatoria valida, l'amministrazione è tenuta ad esternare e a rendere comprensibili le ragioni che la inducano ad optare per l'una o l'altra forma di reclutamento (nel caso l'utilizzazione della graduatoria concorsuale ancora efficace e quindi suo scorrimento, con assunzione degli idonei, ovvero indizione della procedura concorsuale), dovendo tener conto del generale principio di favore dell'ordinamento per l'utilizzazione delle graduatorie degli idonei». Questo quanto stabilito dal Tar Calabria – sede di Catanzaro, sezione II – con sentenza n. 1983 del 20 ottobre 2016, relativamente al ricorso di una candidata dichiarata idonea all'esito di una selezione svoltasi nel 2005, avverso gli atti con cui l'ente medesimo, dovendo reclutare n. 2 unità di personale nello stesso profilo, decideva di porre in essere una nuova procedura concorsuale (peraltro, con riserva del 50% dei posti a personale interno), piuttosto che procedere allo scorrimento della precedente graduatoria ancora vigente.

Riconoscimento diritti di rogito
Come noto, alcuni Tribunali del Lavoro, hanno riconosciuto il diritto all'erogazione dei diritto di rogito ai segretari anche di fascia A e B, purchè svolgano attività lavorativa negli enti senza dirigenza. Visto il diverso orientamento dei magistrati contabili, il sindaco del Comune di Telti ha inoltrato alla Corte dei conti – sezione regionale di controllo per la Sardegna, un richiesta di parere relativa all'interpretazione dell'articolo 10, comma 2-bis, del Dl 90/2014, chiedendo in particolare se «spetta la liquidazione dei diritti di rogito ai segretari comunali collocati nella fascia professionale B che prestano servizio e rogano contratti nell'interesse di enti locali sprovvisti di personale con qualifica dirigenziale». La sezione, con deliberazione n. 132/2016/Par dell'8 novembre 2016, fa presente che la questione all'esame e, più in particolare, la norma richiamata sono state oggetto di interpretazione da parte della sezione delle Autonomie (delibera n. 21/Sezaut/2015/Qmig del 24 giugno 2015) che ha ritenuto che «i diritti di rogito competono ai soli segretari di fascia C», condividendo quanto affermato dalla sezione regionale di controllo per il Lazio (deliberazione n. 21/2015/Par), secondo cui non spettano «ai segretari che godono di equiparazione alla dirigenza, sia essa assicurata dalla appartenenza alle fasce A e B, sia essa un effetto del galleggiamento in ipotesi di titolarità di enti locali privi di dipendenti con qualifica dirigenziale». Pertanto, con riguardo al quesito posto, la sezione sarda non si discosta dall'interpretazione fornita con valore nomofilattico dalla sezione delle Autonomie e, anche, dalla successiva prospettazione confermativa contenuta nella deliberazione n. 74/2016/Par della sezione controllo dell'Emilia Romagna.

Incompatibilità tra la figura di segretario e amministratore unico in società controllata
Il Consiglio dell'Autorità nazionale anticorruzione, con delibera n. 1090 nell'adunanza del 26 ottobre 2016 ha esaminato il caso concernente l'incompatibilità degli incarichi di segretario generale di una Provincia e di amministratore unico di una società aeroportuale (s.c.a.r.l.) a totale controllo pubblico. Nel caso specifico, quindi, è stato affermato che rientra nei casi di cui al Dlgs 39/2013, poiché è incompatibile ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera c), l'incarico di amministratore unico di una Srl (ente di diritto privato) in controllo pubblico, affidato a un segretario generale di una Provincia, risultando quest'ultimo a tutti gli effetti un incarico di vertice e non rilevando la circostanza per cui il soggetto non abbia poteri di vigilanza o controllo sulle attività svolte dalla società medesima. Per carica di componente di organi di indirizzo negli enti di diritto privato in controllo pubblico, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera f), devono intendersi «le persone che partecipano, in via elettiva o di nomina, […] a organi di indirizzo di enti pubblici, o di enti di diritto privato in controllo pubblico, nazionali, regionali e locali;». La carica di amministratore unico rientra sicuramente in questa definizione, poiché, oltre ad avere compiti di amministrazione e gestione diretta, è l'organo di indirizzo della società, a cui, secondo quanto riportato nell'oggetto sociale, sono assegnati compiti gestionali e poteri di spesa nella società stessa.


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