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Legge di bilancio/2: Per il pubblico impiego dote divisa fra contratti e nuove assunzioni

di Gianni Trovati

Sul pubblico impiego, dopo il consiglio dei ministri di ieri il capitolo la manovra raggiunge quota 1,9 miliardi. La cifra, fedele al principio guida delle slide preparate ieri in vista dei documenti ufficiali che sono invece in via di definizione, comprende però tutto il pacchetto: oltre al rinnovo dei contratti comprende anche gli interventi sulle forze dell'ordine (500 milioni) e le 10mila assunzioni annunciate dal premier nei giorni scorsi. Quest'ultima misura, in realtà, non dovrebbe pesare troppo sulle dinamiche di finanza pubblica, perché si tradurrà soprattutto in stabilizzazioni nel settore sanitario, interessando quindi personale che già riceve uno stipendio dalla Pa. La cifra del resto è solo uno dei problemi per il rinnovo contrattuale, che nella presentazione del premier rimanda alla parola chiave del «merito» nella sfida alla «filosofia Checco Zaloniana» invocata giovedì scorso dall'assemblea Anci di Bari. Tradotto, significa che il rinnovo dovrebbe essere accompagnato da una revisione delle regole sul salario accessorio, ma per raggiungere l'obiettivo occorre ritoccare le griglie rigide introdotte dalla riforma Brunetta del 2009 e rimaste inattuate. «Ora confronto aperto su regole e priorità», twitta la ministra Marianna Madia subito dopo il consiglio dei ministri, e c'è da scommettere che oltre che «aperto» il confronto non sarà semplice.


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