Home  › Personale

Per le «posizioni organizzative» niente indennità di risultato senza obiettivi prefissati

di Arturo Bianco

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Ai titolari di posizione organizzativa non può essere erogata la indennità di risultato se non sono stati loro assegnati preventivamente e in modo formale gli obiettivi da parte dell'ente. Questa anomalia non è in alcun modo sanabile. Possono essere così riassunte le indicazioni fornite di recente dall'Aran, con l'orientamento applicativo n. Ral 1868/2016,indicazioni che riprendono i principi già fissati dalla Corte dei conti sia nei pareri forniti dalle sezioni regionali di controllo, sia in sentenze con cui è stata stabilità la illegittimità della erogazione di tali compensi in assenza della preventiva assegnazione di obiettivi. Si deve aggiungere che questo vincolo si applica sia nelle amministrazioni prive di dirigenti, in cui i titolari di posizione organizzativa svolgono compiti dirigenziali, sia in quelli con i dirigenti.

L'interpretazione
L'Aran chiarisce che il dettato delle norme contrattuali va chiaramente nella direzione di considerare vincolante, per la erogazione della indennità di risultato, l'assegnazione degli obiettivi. La norma di riferimento è contenuta nell'articolo 10, comma 3, del contratto collettivo 31 marzo 1999, cd nuovo ordinamento professionale. Essi devono essere contenuti nel programma esecutivo di gestione o nel piano dettagliato degli obiettivi o nel Piano delle Performance, quindi in un documento di programmazione approvato dalla giunta. In caso di assenza della preventiva assegnazione di obiettivi, viene a «mancare il presupposto per l'erogazione della retribuzione di risultato» che, quindi, non può essere erogata o, per meglio dire, la carenza di questo presupposto determina come conseguenza la impossibilità di dare corso alla valutazione.

La condizione
Il vincolo della preventiva assegnazione degli obiettivi costituisce condizione essenziale anche per la erogazione della indennità dei risultato dei dirigenti, nonché per la corresponsione della produttività dei dipendenti. Occorre inoltre ricordare che già il contratto collettivo 22 gennaio 2004 richiedeva uno stretto coordinamento tra gli obiettivi assegnati ai dirigenti, quelli assegnati ai titolari di posizione organizzativa e quelli assegnati ai dipendenti. Tali indicazioni sono state ulteriormente rafforzate dal Dlgs 150/2009 nell'ambito del ciclo delle performance.
Si deve aggiungere che, sulla base delle previsioni contenute nel Dlgs 150/2009, gli obiettivi devono corrispondere ai requisiti minimi fissati dalla stessa disposizione.
Conclusivamente l'Aran ricorda che «la disciplina contrattuale non prevede alcuna ipotesi derogatoria in materia», per cui né i contratti decentrati, né la regolamentazione, né la prassi possono introdurre eccezioni a questo principio.


© RIPRODUZIONE RISERVATA