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Licenziamenti, la segnalazione del dirigente non «avvia» il procedimento disciplinare

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

In tema di licenziamenti disciplinari nel pubblico impiego, la segnalazione di comportamenti fuori regola da parte del dipendente che il capo della struttura invia all'ufficio competente non può ancora essere considerata il vero e proprio avvio del procedimento. Lo stabilisce la Cassazione con la sentenza n. 18517, depositata ieri.
Quindi il termine di 20 giorni previsto dalla legge perché la procedura sia valida non decorrerà dalla segnalazione del dirigente ma dalla contestazione dei fatti segnalati che l'ufficio competente formalizzerà al lavoratore e che costituisce il vero e proprio atto di avvio del procedimento. E più in generale, dice la Cassazione, ai fini della decorrenza del termine conta la conoscenza delle condotte "disciplinarmente rilevanti" da parte dell'ufficio competente e non da parte di qualsiasi organo della Pa datrice di lavoro.

I fatti
La vicenda è quella di una dipendente di un Comune toscano che aveva contestato il licenziamento disciplinare in quanto adottato oltre il termine di 20 giorni prescritto dall'articolo 24 del contratto collettivo nazionale degli enti locali del 22 gennaio 2004. Nella ricostruzione della vicenda, il termine di decorrenza della procedura era stato ricondotto al momento in cui il Comune aveva avuto notizia delle condotte inadempienti della lavoratrice.

La decisione
Le informazioni raccolte dal capo struttura costituiscono una fase prodromica, è l'operato di un dirigente che, in ragione della posizione organizzativa e funzionale ricoperta, viene a conoscenza dei comportamenti dei dipendenti. Ma a questo punto manca il coinvolgimento ufficiale del dipendente. Che avviene attraverso una serie di atti formali, come ad esempio la protocollazione del caso che rendono ufficiale la notizia dell'infrazione e che restano compito esclusivo dell'ufficio preposto.
La legge tutela, così non solo il dipendente ma anche il buon andamento della pubblica amministrazione che non può essere assicurato rimettendo a notizie informali l'avvio di un procedimento di tale importanza.
Il contratto collettivo nazionale degli enti locali del 22 gennaio 2004 nega, addirittura, qualsiasi rilevanza alla conoscenza dei fatti da parte del responsabile dell'ufficio competente per i procedimenti disciplinari se non formalmente acquisita.


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