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Progressioni verticali, concorso interno, cariche elettive e pendenze penali

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Progressioni verticali programmate ante 1° gennaio 2010
Finita l'era dei blocchi di cui all'articolo 9 del Dl 78/2010, qualche amministrazione potrebbe avere la tentazione di utilizzare graduatorie di concorsi interni per realizzare, oggi, progressioni verticali dei propri dipendenti.
A prescindere dagli aspetti correlati alla validità o meno di tali graduatorie, il Consiglio di Stato, sezione III, con la sentenza n. 3018 dell'11 luglio 2016, nega totalmente tale possibilità partendo dai principi statuiti dalla «Riforma Brunetta».
L'analisi conclusiva è chiara ed efficace: «È escluso che, a partire dal 1° gennaio 2010, l'Amministrazione possa utilizzare gli esiti di procedure di selezione interna, bandite anteriormente a tale data, in quanto la riforma della modalità di reclutamento di personale per le fasce funzionali superiori (progressioni di carriera), introdotta dagli articoli 24 e 62 del d.lgs. 150/2009, con la sostanziale abrogazione delle progressioni verticali interne, comporta – appunto, a decorrere dal 1° gennaio 2010 – l'inefficacia delle disposizioni del bando concernenti la copertura di posti, senza che dal bando possa discendere alcuna legittima aspettativa».

Quando le liti sul concorso interno vanno al giudice ordinario
La Corte di cassazione, sezioni Unite civili, con sentenza n. 14798 del 19 luglio 2016, esamina il ricorso di una candidata in un concorso interno, al fine di ottenere la declaratoria di illegittimità della propria esclusione. Il caso specifico riguardava la partecipazione a un corso di riqualificazione interno che comportava, non tanto il diritto all'accesso a un nuovo posto di lavoro, bensì solo una progressione economica all'interno della medesima area di appartenenza. La Corte ha quindi l'occasione di tracciare la linea di demarcazione nella competenza di giurisdizione: «Nelle controversie relative a concorsi riservati soltanto a candidati interni sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo solo quando si tratta di concorsi che comportano passaggio da un'area funzionale ad un'altra, sussistendo in tutti gli altri casi di concorso per soli interni la giurisdizione del giudice ordinario».

Versamenti Inps a lavoratori in aspettativa per cariche elettive
A partire dal 5 settembre, i versamenti all'Inps dei contributi a favore dei lavoratori dipendenti in aspettativa per cariche pubbliche elettive (articolo 38 della legge 488/1999) andranno effettuati tramite modello "F24 Versamenti con elementi identificativi", indicando specifiche nuove causali contributo. Le nuove indicazioni sono contenute nella risoluzione n. 70/E dell'8 agosto 2016 dell'Agenzia delle entrate. Nel documento vengono, inoltre, chiarite le modalità di compilazione della delega di pagamento e viene ridenominata la causale contributo "CPEO", istituita con la risoluzione n. 36/2016.

Concorso pubblico e clausola esclusione per pendenze penali
«L'inserimento in un bando di concorso del requisito della mancanza di pendenza di procedimenti penali rientra nella discrezionalità della pubblica amministrazione e tale scelta non può ritenersi irragionevole o macroscopicamente contraria ai principi dell'ordinamento, in quanto corrisponde ad un'esigenza di "difesa avanzata" dell'Amministrazione che, alla luce delle esigenze peculiari di determinati impieghi pubblici, può legittimamente individuare circostanze ritenute ostative all'assunzione del candidato in ragione del danno che esse paiono suscettibili di arrecare all'interesse pubblico, specialmente allorché gli illeciti penali in questione siano connessi con l'impiego da assumere».
Il Consiglio di Stato, sezione V, con sentenza n. 3542 dell'8 agosto 2016, ha inoltre precisato che le caratteristiche dell'illecito penale (reati in materia edilizia per i quali era stato emesso decreto di citazione a giudizio a carico del candidato come responsabile dell'area tecnica di altro Comune), connesse alle previsioni del bando di gara (selezione per istruttore direttivo tecnico), non rendevano necessaria una particolare motivazione dell'esclusione dal concorso, in presenza della clausola del bando come sopra richiamata.


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